Palermo: i geologi sul terremoto, “si pensi alla prevenzione”

Dopo il terremoto del 26 dicembre scorso alle falde dell’Etna, sulla vicenda interviene anche l’ordine dei geologi di Sicilia che invoca una politica della prevenzione piuttosto che di una dell’emergenza. “E’ necessario – scrive l’ordine dei geologi – passare dalla politica dell’emergenza a quella della prevenzione attraverso un’azione di studio e di monitoraggio continuo del territorio con particolare riferimento alle aree maggiormente critiche come quella dell’Etna”.

Così il presidente dell’ordine regionale dei geologi, Giuseppe Collura, commenta il sisma che ha colpito il catanese lasciando senza casa centinaia di residenti nella zona di Zafferana Etnea e Viagrande.

L’Ordine dei Geologi di Sicilia, consapevole della situazione ancora oggi in piena evoluzione, è vicino agli abitanti dei territori colpiti dal sisma – dice Collura – Sono trascorsi solo pochi mesi dagli eventi alluvionali che hanno interessato la Sicilia occidentale e già ci troviamo a fronteggiare nuove emergenze a riprova, qualora ancora avessimo qualche dubbio, che la nostra è una terra geologicamente “fragile”.

Il geologo rappresenta una figura chiave nello studio e nella comprensione delle dinamiche del nostro pianeta ma di cui ci si ricorda solo in questi momenti tragici, mentre andrebbe considerato e valorizzato anche con una maggiore presenza nella pubblica amministrazione. Attualmente l’organico nei vari Enti locali è carente, talvolta quasi inesistente, per fronteggiare tutte le problematiche “geologiche” che frequentemente interessano la nostra isola ed interferiscono con strutture ed infrastrutture. E’ necessario passare dalla politica dell’emergenza a quella della prevenzione attraverso un’azione di studio e di monitoraggio continuo del territorio con particolare riferimento  alle aree maggiormente critiche”.

 

“In particolare le peculiarità geologiche dell’area etnea – aggiungono i consiglieri dell’Ordine dei geologi, Nino Cubito, Giovanna Pappalardo eMauro Corrao – rendono questo territorio fortemente esposto a numerosi fattori di rischio connessi con la sismicità ed il vulcanismo. La Sicilia orientale e la provincia di Catania, infatti, sono considerate una delle aree a più alto rischio sismico d’Europa, ove storicamente e nel recente passato si sono drammaticamente palesati gli effetti distruttivi dei terremoti; se si tiene conto, inoltre, che la maggior parte del tessuto urbano della città di Catania e dei comuni dell’area etnea è stato realizzato in epoca antecedente all’entrata in vigore della normativa antisismica, tale aspetto costituisce una delle principali emergenze del territorio e la mitigazione del rischio sismico necessita di interventi a tutela del patrimonio edilizio e a salvaguardia della vita umana.

Solo attraverso un’azione sinergica tra Enti di ricerca, professioni tecniche e mondo imprenditoriale delle costruzioni è possibile attuare un percorso per mettere in sicurezza il territorio; il tavolo tecnico “Catania Sicura”  è un esempio di come riunendo gli attori istituzionali della filiera edile etnea, di cui l’Ordine dei Geologi di Sicilia fa parte peraltro con la stipula di un protocollo d’intesa con l’ANCE Catania, si può promuovere un ampio e indispensabile processo di prevenzione sismica. Da questo tavolo infatti, nasce l’appello al Presidente della Regione affinché sia aggiornata l’attuale Classificazione Sismica del territorio. Infatti, nonostante Catania sia considerata dal Dipartimento della Protezione Civile come la città italiana maggiormente esposta dal punto di vista sismico, viene classificata come zona a rischio 2 e non 1. Ora più che mai è necessario che la politica faccia la sua parte. Occorrono investimenti concreti per la mitigazione dei rischi geologici e per una corretta pianificazione del territorio a tutela della popolazione”.

 

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