Ragusa: cronotachigrafi alterati sequestrati negli ultimi 2 mesi

Negli ultimi due mesi gli agenti della polizia di Stato di Ragusa hanno denunciato sei persone e sequestrato 3 tachigrafi alterati per violazione di sigilli e rimozione o omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro.

Continuano i controlli nella provincia iblea da parte della polizia relativi al mondo dell’autotrasporto. L’obiettivo è quello di contrastare precise violazioni quali il mancato rispetto dell’orario di lavoro e l’utilizzo di manodopera in nero che costituiscono una concorrenza sleale nei confronti delle ditte oneste ed un potenziale rischio per la circolazione stradale.

Queste irregolarità spesso vengono poste in essere alterando il cronotachigrafo che registra diversi dati tra cui l’attività del conducente, lavoro, disponibilità e riposo nonché le distanze e le velocità tenute.

Oggi sono stati denunciati dalla polizia di Ragusa il conducente e il rappresentante legale di una ditta di autotrasporti di Messina. Dovranno rispondere di violazione di sigilli e rimozione od omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro.

Nel corso di un controllo di ieri sulla Ragusa-Catania, gli agenti hanno fermato l’autocarro della ditta messinese. L’autista ha esibito anche il dischetto cartaceo contenente la registrazione dei dati di lavoro, prelevato dal cronotachigrafo installato nel veicolo. Dopo un’accurata verifica di quest’ultimo strumento, gli operatori della polizia stradale hanno accertato che erano stati rimossi i sigilli. Il tachigrafo manomesso registrava una velocità minore rispetto a quella realmente tenuta dall’autista.

Il mese scorso, durante altri due controlli, erano stati denunciati per gli stessi reati altri 4 soggetti, di cui due autisti, un salernitano e un palermitano e i due titolari delle relative imprese di autotrasporto con sedi a Salerno e Gela.

Il palermitano, autista, aveva tentato di sviare i controlli degli agenti dicendo che i dati del tachigrafo erano alterati perché aveva installato una calamita che consegnava agli operatori. Questi ultimi intuivano che l’alterazione dei dati non dipendeva dalla calamita e che all’interno del mezzo vi potesse essere installato un altro sistema elettronico più complesso ed in effetti dalla verifica del mezzo in un’officina autorizzata emergeva che era installato un congegno elettronico azionato direttamente dall’autista in cabina.

Il tentativo dell’autista palermitano era finalizzato a farsi contestare dagli agenti soltanto una sanzione amministrativa per l’uso della calamita, invece della sanzione penale per l’installazione del congegno.

In un anno e mezzo sono stati denunciati ben 27 operatori dell’autostrasporto all’Autorità giudiziaria, 15 autisti e 12 rappresentanti legali.

 

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