Naso (Me): i festeggiamenti per gli 80 anni di Giuseppe Ipsaro Passione. Un contadino siciliano sbarcato in Australia.

Ha festeggiato i suoi 80 anni il “contadino siciliano” partito nel lontano 1962 per sbarcare nella sconfinata Australia. Giuseppe Ipsaro Passione, però, non ha mai dimenticato la sua Sicilia e quasi ogni anno ritorna a trovare compagni e parenti nel ricordo delle sue radici. Quest’estate, alcuni amici hanno voluto annunciare in anteprima la festa per i suoi 80 anni, preparando una torta prima della sua partenza. Peppino (così lo chiamano tutti) ha ben gradito e, su parola data, alcuni amici hanno preso il volo sino l’Australia per festeggiare tutti insieme il giorno del suo compleanno. 

Ma chi è Peppino e perchè parlare di un evento comune a tanti. Nacque in Sicilia, il 2 novembre del 1938, a “Rupila” in una di quelle sperdute ed allora popolate campagne di Naso. L’ultimo di 9 figli, 7 maschi e 2 femmine, l’epoca ed i luoghi sottolineavano la miseria. Una stanza per 7 maschi, un pantalone per chi usciva prima di casa. La Sicilia della seconda guerra mondiale lasciava spazio all’adolescenza di chi viveva il dopoguerra. I racconti “da roba”, di come “accucchiari i primi liri”, di come vivere fosse così differente dalla società di oggi. Somigliano ai racconti di Giovanni Verga che ben testimoniano ciò che in realtà fu il vissuto di tanti siciliani e tra queste vite c’era anche quella di Peppino che su spinta dell’orgoglio e con il nodo in gola partì il 30 agosto del 1962 alla volta di Fremantle.

Più di tre mesi di viaggio aprirono le porte di un continente tanto giovane quanto vasto. E se dal 1910 al 1920 la speranza era l’America, dal 1930 al 1940 l’Argentina, di certo dalla metà del XX secolo in poi furono tantissimi gli italiani (di questi in gran numero siciliani) a lasciare le loro terre per cercare nuovi spazi in Australia. Si calcola che in 100 anni circa, furono 6 milioni gli italiani che si apprestarono a lasciare la loro terra, tra questi oltre la metà erano meridionali. Il censimento del 2011 mostra che oltre un quarto dei 22 milioni degli abitanti australiani è nata oltreoceano.

Qua Peppino ritrova la fidanzata che aveva in Sicilia e tanti volti di parenti e conoscenti che come lui si accingevano a far fortuna. Bontempo, Bonasera, Ipsaro Passione, Pitinga, Musca, Caruso, Randazzo, Portaro, sono solo alcuni dei pochissimi cognomi che allora abbandonarono il sud Italia per fame e disperazione. Quest’ultimi, hanno tutti testimoniato di come non v’è stato alcuno (solo chi non voleva) che arrivato in Australia non si sia portato avanti. Non abbia costruito casa, messo su famiglia, studiato i propri figli e nel caso di Peppino non abbia fatto una gran fortuna portando il suo cognome alle stelle. Tante le testimonianza che affermano di come gli italiani ed i siciliani si siano fatti valere. In Australia arte culinaria, settore tessile, edilizio, ma anche la cultura sociale è stata fortememte improntata è rialzata da una mentalità a maggioranza italiana. Solo nella città di Perth all’inizio del XXI secolo si contavano 6 club italiani. Essere italiani in Australia è un orgoglio. Gli occhi esterni dei nostri connazionali così ci commentano <<l’Italia può essere il primo Stato forte in Europa, però non riesce a liberarsi dalla fanghiglia che lo imprigiona>>.

Intanto, la disciplina acquisita nella famiglia povera della Sicilia diede a Peppino la capacità di confrontarsi in ogni dove. Lavoro in campagna, nelle miniere, come muratore. Ma l’amore per le patrie cose come un richiamo diviene più forte di ogni come, così 12 anni dopo, nel 1974, Peppino, pur essendosi ben stabilitosi con tutta la famiglia a Perth, decide di spendere tutti i suoi risparmi per ritornare definitivamente in Sicilia. Qui le cose sono cambiate, ma sempre per rimanere uguali, e se non vi era più fame, continuava ad esistere quel “lecchinaggio fatto di miseria”. Si viveva, ma l’onestà pretendeva sacrifici e l’orgoglio mal rodeva. Così quasi come fosse beffa, Peppino partì nuovamente verso l’Australia, con pochi spiccioli e in più con una famiglia a carico. Fu la volta definitiva. Sacrifici, onestà, disciplina e opportunità diedero la possibilità di mettere su una grande azienda la “prime projects construction”. La prima casa fu completata nel 1969, ad oggi nel 2018 è un gruppo eterogeneo di società immobiliari, sviluppo, costruzione, vendita, commercializzazione e gestione di prodotti residenziali, commerciali e industriali.

Peppino però non dimentica le sue radici, acquista pian piano quella che adesso si chiama “Bindoon Valley” 530 ettari di appezzamento di terreno, ricco e fruttuoso. Qui gestisce l’intera fattoria con animali di diverse specie, laghi e terra da coltivare. Molti siciliani fanno i loro primi stage presso la “Bindoon Valley” da Joe Passione senior. Si producono tanti prodotti siculi, di questi PASSIONE WINE. Un vino molto apprezzato per le sue caratteristiche dalla manifattura sicula.

Certo, ad oggi il continente australiano non è più il luogo ospitale d’un tempo. Pur trovando lavoro il costo della vita è alto, non tutti vengono accolti come nei decenni scorsi e molti per ottenere un visto duraturo non solo devono dimostrare di essere occupati ma conseguire attestati e titoli di studi validi. Il mondo cambia e con esso anche le storie di vita.

Peppino, unito alla sua famiglia, ha fatto quel che ha potuto, nel ricordo della sua Sicilia e dei tanti amici lasciati. <<L’abbandono e le sofferenze si sconoscono se non si vivono>> cosi si racconta Joe Passione senior. Ma per gli amici rimane sempre Peppino, il piccolo contadino sbucato come tanti migranti dal dopoguerra italiano che per i suoi 80 anni ha richiamato amici e parenti venuti per lui dalla Sicilia.

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