Augusta (Sr): appalti truccati al porto, sei arresti

Appalti truccati al porto di Augusta sono stati scoperti dagli agenti della guardia di finanza di Siracusa impegnati nell’operazione denominata Port utility che ha portato in carcere sei persone e ha disposto il sequestro di beni per oltre un milione di euro.

Una persona è finita in carcere e cinque ai domiciliari e due professionisti sono stati destinatari di misure interdittive nei confronti di altrettanti professionisti. Sono state anche sequestrate una società e somme di denaro per circa un milione di euro.

L’operazione delle fiamme gialle ha permesso di svelare un articolato sistema di alterazione delle gare d’appalto bandite dall’autorità portuale di Augusta per la realizzazione di importanti opere infrastrutturali del porto finanziato con contributi nazionalie  comunitari.

A finire nelle maglie della finanza sono stati quattro professionisti e due funzionari dell’autorità portuale di Augusta. Dovranno rispondere di corruzione. Il provvedimento riconosce la ricorrenza di diverse ipotesi di corruzione e di turbativa d’asta nell’ambito delle gare d’appalto bandite dall’Autorità portuale megarese per la realizzazione di importanti opere infrastrutturali del porto commerciale di Augusta.

Gli appalti pilotati rientrano in quelli previsti nella scheda grandi progetti hub porto di Augusta. Le indagini hanno dimostrato che le gare pubbliche bandite dall’A.P.A. sono state turbate. I bandi e i disciplinari di gara non venivano direttamente predisposti dai funzionari dell’ente pubblico appaltante e venivano realizzati da professionisti titolari di una società di progettazione siracusana.

Inoltre, in altre circostanze, alcuni commissari di gara ricevevano incarichi di consulenza dalla ocietà che si era aggiudicata l’appalto.

Grazie ad una meticolosa ricostruzione delle relazioni tra i professionisti titolari della società di progettazione e i due funzionari dell’A.P.A. addetti alle procedure di evidenza pubblica, è stato acclarato che i tre privati ideavano i bandi e i disciplinari di gara, mentre i responsabili unici del procedimento dell’Autorità portuale si limitavano alla stampa e alla pubblicazione in gazzetta ufficiale.

Il sistema era ben collaudato e ha permesso ai professionisti coinvolti ad assicurarsi consulenze per quasi 8 milioni di euro, da incassare dai vincitori delle milionarie gare d’appalto. Per la gestione dei contratti di consulenza i tre professionisti avevano anche creato alcune società di diritto maltese.

Queste sono risultate strumentalmente utilizzate per incassare i relativi compensi. All’esito delle rogatorie internazionali, le società straniere sono risultate prive di effettiva operatività e preordinate all’illecito sistema. Dal lato pubblico, i due funzionari dell’Autorità portuale, incaricati di gestire le gare d’appalto quali responsabili unici del procedimento, hanno incassato circa 500 mila euro ciascuno a titolo di incentivi per le relative attività d’istituto. Le attività sono state svolte dai tre professionisti titolari dello studio di progettazione.

Figura apicale del complesso sistema di corruzione era l’ingegnere dello studio di progettazione che aveva il ruolo di regista del sistema di distribuzione degli appalti. Soci in affari sono risultati, invece, gli altri titolari dello studio: un architetto e un geometra, tra loro fratelli e due funzionari pubblici che si erano piegati al sistema. Oltre a queste cinque persone, è stato arrestato per corruzione anche un altro professionista che aveva il ruolo di commissario di gara.

Più sfumate le posizioni degli altri soggetti colpiti dal provvedimento. È stato disposto il divieto di esercitare l’attività di ingegnere per sei mesi per il consulente dell’Apa di supporto al rup e per un anno nei confronti di un altro un commissario di gara.

Agli indagati vengono contestati reati di corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio insieme alle circostanze aggravanti e alle pene per il corruttore, turbata libertà degli incanti. Infine, è stato disposto il sequestro di circa un milione di euro, anche per equivalente, in ordine ai patrimoni personali di ognuno. Sequestrata anche la società di progettazione siracusana.

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