Mazara del Vallo (Tp): ucciso a fucilate l’avvoltoio Clara

Era stata liberata lo scorso 3 settembre a Matera perché potesse migrare in africa. Ma il giovane esemplare femmina di avvoltoio a cui era stato dato il nome di Clara, è stato ucciso a fucilate a circa 10 Km a nord-ovest di Mazara del Vallo, nel trapanese.

Ad annunciarlo con un post su facebook è il Cerm, centro rapaci minacciati, nel quale pubblica anche le foto del volatile impallinato. I fatti si sono verificati tre giorni fa quando il rapace è stato ritrovato ieri grazie al gps/gsm con cui veniva monitorato.

L’operazione è stata condotta dai carabinieri. L’istituto zoo profilattico siciliano ha poi accertato, tramite una radiografia sulla carcassa, che il volatile era stato colpito da sette pallini.

“Purtroppo – scrive il Cerm – la Sicilia occidentale rappresenta per i rapaci migratori una sorta di buco nero nel quale vengono inghiottiti ogni anno.

Clara era nata il 25 maggio nel centro di riproduzione di Grosseto insieme alla sorella Bianca. L’esemplare di avvoltoio capovaccaio, specie rara a rischio di estinzione, era stato liberato in Basilicata e aveva raggiunto la Sicilia percorrendo circa 800 km per proseguire la migrazione verso l’Africa sub-sahariana. Gli accertamenti radiografici dell’istituto zoo profilattico di Palermo hanno individuato ben sette pallini di piombo distribuiti nel suo corpo.

“La deliberata uccisione di Clara – sottolinea Ennio Bonfanti, referente fauna WWF Sicilia e membro del comitato regionale faunistico-venatorio dell’assessorato all’agricoltura – rappresenta un gravissimo crimine di natura che colpisce una specie ormai rarissima e vanifica gli sforzi, e le relative risorse anche economiche, di  Unione europea e ministero dell’ambiente per consentirne la sopravvivenza.

Ancora una volta l’apertura della caccia in Sicilia significa massacro di legalità e di fauna, anche di specie teoricamente super-protette come l’Aquila di Bonelli, sparata a Licata all’apertura della stagione venatoria del 2016.

L’assessore Bandiera ha emanato un calendario venatorio inaccettabile che abolisce le limitazioni e concede ai cacciatori di sparare con meno vincoli e per una stagione più lunga. Non è stato rispettato nemmeno l’autorevole parere scientifico di Ispra che aveva fortemente criticato la Regione sull’eccessiva estensione di specie e periodi di caccia, chiedendo di limitare l’attività venatoria.

E proprio per garantire la salvaguardia del Capovaccaio, l’istituto aveva chiesto alla regione di limitare la caccia al coniglio a settembre e di vietare le munizioni di piombo”.

Sull’uccisione di Clara è intervenuto anche il vice presidente del WWF Italia, Dante Caserta che dice: “contiamo sull’operato delle forze dell’ordine, in particolare dei carabinieri forestali, per l’abbio di rapide indagini per individuare il criminale e chiediamo la collaborazione delle associazioni venatorie che per prime dovrebbero attivarsi. I nostri legatli valuteranno anche azioni indirizzate alla magistratura contabile nei confronti dei pubblici amministratori, nel caso riangano inerti di fronte a questo delitto”.

Sull’uccisione dell’avvoltoio interviene anche il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa che dice: “una stupida fucilata ha interrotto il viaggio della speranza di una specie così minacciata come il capovaccaio, presente in Italia con pochissime coppie nidificanti”.

Si tratta di un gesto vigliacco e inqualificabile – ha aggiunto Costa – che ha messo a rischio anche l’efficacia di un progetto di conservazione molto qualificato. Dobbiamo fermare il bracconaggio attraverso l’inasprimento delle pene, rendendole efficaci e certe, perché non è pensabile che il nostro Paese sia ai primi posti per uccisioni illegali di fauna selvatica”.

l Ministro ha poi accennato alla cabina di regia del Piano nazionale antibracconaggio, in programma tra pochi giorni: “Mi verrà consegnato il primo dossier operativo sulle azioni da intraprendere per fermare questa strage silenziosa – ha concluso Costa – Diverse azioni, preventive e repressive, per dare un forte segnale di legalità e a tutela del nostro patrimonio faunistico, troppo spesso minacciato”.

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