Castelvetrano (Tp): zona franca, scoperte numerosi frodi da imprese fantasma

Indebiti risparmi d’imposta per oltre 1,3 milioni di euro sono stati accertati dalla guardia di finanza a Castelvetrano, nel trapanese. La truffa sarebbe stata messa in atto da imprese con sedi fantasma.

Le fiamme gialle, dopo un’analisi sulle partite Iva migrate all’interno della zona franca urbana del comune del trapanese, hanno accertato svariati casi di false attestazioni e omesse comunicazioni al ministero dello sviluppo economico per ottenere agevolazioni fiscali e contributive, risparmiando imposte dirette, contributi previdenziali e assistenziali e persino tributi locali.

Nelle zone franche urbane, individuate dal ministero dello sviluppo economico, vengono attivati programmi di defiscalizzazione e decontribuzione per incentivarne proprio la ripresa. L’agevolazione consiste nella possibilità di compensare le imposte sui redditi, l’Irap, i tributi locali nonché i tributi previdenziali e assistenziali, attraverso l’inserimento nel modello F24 di un apposito codice tributo.

Possono usufruire del servizio sia le piccole e micro imprese con sede operativa nela zona frana urbana, sia le piccole e micro imprese che hanno sede lavorativa altrove, ma che producono nella zona franca almeno il 25% del volume di affari o che impieghino almeno un lavoratore dipendente.

Per la Zona Franca di Castelvetrano, in particolare, sono stati stanziati oltre 8 milioni di euro. La finanza ha però riscontrato un’anomala migrazione di imprese, provenienti anche da comuni limitrofi, nella zona franca. Ben 16 imprese, pur essendo vincitrici del bando sulle zone franche urbane, avevano dichiarato sedi fittizie per raggirare il fisco, come avviene per i soggetti economici con residenze fittizie nei paradisi fiscali.

Al posto delle sedi dichiarate, i finanzieri hanno riscontrato abitazioni private, residenze di parenti o di persone compiacenti degli stessi imprenditori, meri recapiti postali, fabbricati non più agibili, vecchie sedi di imprese ormai dismesse, locali vuoti dove erano concentrate più sedi fittizie di imprese, tutte indebite beneficiarie dell’agevolazione. Al termine delle indagini sono state segnalate agevolazioni da revocare per oltre 1 milione 300 mila euro. Di questi circa 600 mila sono già stati utilizzati in compensazione dalle 16 aziende finite nel mirino delle fiamme gialle e dovranno essere recuperati.

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