Naso (Me): atto vandalico al centro diurno Navacita

Sembra essere studiato non per puro caso il furto avvenuto la notte tra il 14/15 luglio presso la sede del Centro Navacita di Naso nel messinese. In meno di un mese è la seconda volta. Il primo furto è stato valutato come evento fortuito da parte di qualche ladruncoloLa stessa cosa non può dirsi del secondo.

L’atto e le modalità con cui hanno praticato il furto si possono ben eguagliare ad un gesto vandalico. Infatti, “i gentili signori” non si sono limitati a rubare materiale che apparteneva ai ragazzi che frequentano il centro diurno, ma hanno rotto, calpestato, frantumato con cattiveria parte di quello che era stato costruito con sacrifici.

È  stato rubato materiale acquistato ma anche donato negli anni: pc, proiettori, casse, microfoni, registratori, stampanti, materiali da cancelleria. Alcune stanze adibite alle terapie sono state saccheggiate, la segreteria messa a soqquadro, la dispensa dismessa, materiale da cucina rotto, roba da cucinare buttata a terra e calpestata.

I soci commentano così  l’accaduto: “la nostra associazione non comprende o non vuole comprendere le motivazioni che hanno spinto questi miserabili a compiere tali azioni. Con gli oggetti rubati, i ladri possono recuperare qualche centinaio di euro ma hanno creato disagi a tanti ragazzi meno fortunati”.

Il centro Navacita nel nostro territorio è un punto di riferimento per tante famiglie e persone con disabilità e diversi sono i giovani professionisti che vi lavorano con entusiasmo. Distinte e chiare le ultime dichiarazioni da parte dei responsabili del centro che sottolinea come “questa associazione sia riuscita a creare un centro d’eccellenza, con forza di volontà e spirito d’iniziativa e non si farà  certo intimidire da gente senza scrupoli e privi del primordiale senso umano.

Provvederemo a riacquistare tutto perché nulla manchi ai ragazzi che frequentano il centro, continueremo a lavorare con lo stesso impegno che ci ha sempre contraddistinti, serietà, dignità, passione e forte amore per i più deboli per garantire loro una buona qualità di vita”.

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