Trapani: la rete di contatti dell’ex deputato Udc Onofrio Fratello

Ieri mattina onofrio Fratello, detto Norino, ex deputato Udc all’Ars è stato arrestato a Trapani. Nonostante la condanna patteggiata, aveva messo in piedi delle cooperative per i migranti che, non potendo gestire in autonomia, aveva intestato a sei prestanome.

Quattro i nomi inseriti nell’ordinanza del gip di Trapani Emanuele Cersosimo. Si tratta di Girolamo Turano, assessore regionale alle attività produttive; Giovanni Lo Sciuto e i consiglieri comunali di Trapani Vito Mannina e Francesco Salone.

Una segretaria di una cooperativa ha riferito di contatti con l’ex parlamentare regionale siciliano Giuseppe Giammarinaro, finito al centro dello scioglimento per infiltrazioni mafiose al comune di Salemi. Onofrio Fratello è stato arrestato per intestazione fittizia di beni e bancarotta fraudolenta e avrebbe anche avuto contatti con la Loggia Scontrino “Iside 2”, già finita al centro di inchieste su mafia e massoneria negli anni Ottanta.

È quanto hanno dichiarato i carabinieri nel corso della conferenza stampa dopo l’operazione in cui sono finiti ai domiciliari anche due suoi fidati collaboratori Gaetano Calvaruso e Davide Amodeo. Nel corso dell’operazione, inoltre, è stato notificato un obbligo di dimora per il fratello Salvatore.

Nel registro degli indagati altre tre persone: Marisa Oliveri, amministratore unico della cooperativa Dimensione uomo 2000; Patrizia Messina, presidentessa del consiglio di amministrazione della coop Letizia; Maria Adragna del consorzio Servizi e solidarietà; Anna Maria Montemagno della coop Benessere; Maria Fileccia, cognata di Onofrio Fratello che aveva il 34% della Welness sport center e Baldassarre Marchese, amministratore della stessa palestra.

Onofrio Fratello avrebbe chiesto all’assessore Mimmo Turano un intervento per salvaguardare, non riuscendoci, la struttura del Wellness sport center poi fallita e interessata da una bancarotta fraudolenta.

Onofrio Fratello, condannato per concorso esterno in associazione mafiosa nel 2006, era uscito dal panorama della politica regionale dopo un passato di deputato all’Ars fra l’Udc. Nel 2011 aveva tentato di rientrare in politica dopo aver chiesto l’autorizzazione al tribunale. Una scelta che aveva scatenato polemiche dei politici. Onofrio Fratello non aveva chiuso con la politica alla quale si rivolgeva per tutelare i suoi interessi.

Nel corso di tre anni di indagini, i consiglieri Vito Mannina e Francesco Salone avrebbero subito delle pressioni per spingere il sindaco pro-tempore di Trapani ad accelerare i tempi sul rimborso alle strutture che accoglievano migranti. Una richiesta, questa, esaudita con un’interrogazione alla giunta comunale che aveva per oggetto le comunità alloggio per minori.

Inoltre, Fratello sarebbe stato in contatto con Giuseppe Cordaro, un agente della polizia di Stato all’epoca in servizio alla questura di Trapani, ex consigliere comunale di Marsala. Anche lui era titolare di una cooperativa per l’accoglienza dei migranti, invece sarebbe stato in contatto, secondo quanto ricostruito dagli investigatori per la suddivisione dei migranti da accogliere.

Ad avere contatti con Norino Fratello, anche l’ex parlamentare regionale siciliano Giuseppe Giammarinaro, 72 anni, arrestato sotto sorveglianza speciale lo scorso febbraio per violazione degli obblighi previsti dalla sorveglianza speciale.

Fratello era il “dominus” della gestione delle cooperative.  Ma aveva capacità di ingerenze anche nella politica locale, come ha dichiarato ieri in conferenza stampa il comandante provinciale dei carabinieri di Trapani, Stefano Russo.

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