Catania: “Fibra, oltre il divario digitale: la Sicilia sempre più cablata”

Un’occasione per l’intero territorio, dai centri urbani alle località più remote e meritevoli di sistemi di telecomunicazioni tecnologicamente avanzati e performanti.

È stato questo il filo conduttore dell’iniziativa “Infrastrutture con fibra ottica: opportunità di sviluppo sociale ed economico del territorio”, tenutasi al Dicar dell’Università di Catania (Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura), alla presenza dei principali attori istituzionali impegnati nella crescita digitale della Sicilia.

In altre parole gli “Stati generali della fibra ottica”, organizzati dall’ateneo e dall’ordine e dalla fondazione degli Ingegneri, dalla sezione etnea di Aeit, e da Aict, Unae Sicilia, Infratel Italia, Sirti, Tim, Open Fiber e AC2.

Le infrastrutture di rete a banda ultra larga sono strategiche per tutto il Paese, chiamato a rispettare le indicazioni dell’Agenda digitale europea e della Strategia italiana per la Banda ultra larga: l’obiettivo prioritario è garantire all’85% della popolazione una velocità di connessione web pari almeno a 100 megabit al secondo (all’intera popolazione dovrà essere assicurata una velocità di 30 megabit al secondo).

“È un tema importante, indirizzato prevalentemente al terzo settore dell’ingegneria, che orienta la professione verso nuovi sbocchi occupazionali, in un mercato del lavoro sempre più diversificato e aperto a prospettive legate alle nuove tecnologie – ha sottolineato durante i saluti il presidente della Fondazione degli Ingegneri etnei, Mauro Scaccianoce – un accesso democratico e diffuso alla rete vuol dire anche molto altro rispetto alla semplice connessione a internet”.

Interessanti spunti di riflessione sono stati forniti dai diversi esperti intervenuti: il consigliere della Fondazione Alfredo Maria Cavallaro ha aperto il dibattito soffermandosi sull’evoluzione delle telecomunicazioni e sul ruolo ricoperto dalla Sicilia, divenuta ormai «un vero e proprio traino per tutto il Paese». Il docente Rosario Faraci, del Dipartimento universitario di Economia e Impresa, ha focalizzato l’attenzione sulle forti ricadute sociali ed economiche territoriali. Aurelio La Corte, docente presso il Dipartimento di Ingegneria elettrica, elettronica e informatica, si è soffermato su una delle più importanti novità nel campo Tlc: il 5G, il protocollo mobile di ultima generazione in grado di abilitare servizi che andranno a impattare sulla vita di tutti, a cominciare dalle Smart City e dalle conseguenti applicazioni in termini di sicurezza e trasporti. Una rivoluzione che ha bisogno anche del supporto delle infrastrutture fisse in fibra ottica.

Il direttore generale di Infratel Italia Salvatore Lombardo è entrato nel merito dell’Agenda digitale italiana, spiegando lo stato dell’arte dei piani di infrastrutturazione finalizzati all’ammodernamento del Paese, che vedono in prima linea proprio la società in house del ministero dello Sviluppo Economico. Leonardo Tilotta, local authority account di Tim, ha parlato invece delle diverse architetture di rete in fibra ottica, illustrando quelli che sono i piani di sviluppo tracciati dalla società.

La regional manager C&D Sicilia di Open Fiber Clara Distefano, ha poi definito le modalità d’intervento in atto da parte della società impegnata nel cablaggio in fibra ottica dell’Isola e del resto d’Italia. Un piano che, oltre al cablaggio delle principali città siciliane finanziato in proprio da Open Fiber (i lavori sono in corso a Palermo, Catania e Siracusa e presto vedranno coinvolti gli altri centri più popolati), prevede la copertura totale dell’Isola con un’infrastruttura tecnologicamente avanzata: il tutto reso possibile dall’aggiudicazione dell’apposito bando Infratel finalizzato ad annullare il divario digitale che affligge la Sicilia come il resto d’Italia. A chiudere gli interventi, Vincenzo Cortese, project manager di Sirti, con un focus incentrato sulle tecniche di scavo, posa e giunzione della fibra ottica.

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