Catania: recuperare villa via Merlino a Cibali

“Una struttura completamente abbandonata luogo di ritrovo per chiunque voglia vandalzzare o distruggere”. È questa la situazione in cui versa l’immobile di via Merlino nel territorio di Cibali, a Catania.

“La struttura potrebbe essere messa a disposizione del quartiere per farne un centro di aggregazione o socializzazione. Invece, il totale disinteresse di questa amministrazione comunale, ha portato l’area – sostiene il consigliere Erio Buceti – ad essere una discarica abusiva, una pattumiera aperta e l’ennesima ferita aperta nel cuore di un territorio che avrebbe bisogno di risorse e non di incompiute”.

Buceti, consigliere della municipalità di Cibali-Trappeto Nord-San Giovanni Galermo, chiede alle istituzioni di “mettere in atto tutti quei processi atti a recuperare la struttura e consegnarla alle parrocchie o agli enti no profit che operano nel sociale.

Nel quartiere molti nemmeno conoscono l’esistenza di questa struttura perché da via Merlino non si riesce a vedere – prosegue Buceti – si può accedere all’impianto solo attraverso alcuni garage inutilizzati e con la saracinesca abbassata da tempo. I residenti delle palazzine circostanti sottolineano che questo edificio è vittima di un sistematico saccheggio.

La villa – prosegue il consigliere Buceti – rappresenta un pezzo di storia della città e non può più essere lasciata in queste condizioni: circondata pure da una giungla di erbacce che, nel periodo estivo, rischiano di prendere fuoco alla minima scintilla. Non solo, dal giardino fino al tetto, passando dalle sale interne, c’è un grosso lavoro da eseguire.

Opere che vanno estese pure alle vicine botteghe di proprietà comunale. Senza una programmazione seria e precisa è impensabile perfino che l’area possa interessare ai privati che vogliono investire sul territorio. Ho già avanzato la proposta creare all’interno dell’immobile un centro sociale, un’aula studio o una biblioteca. Idee che potrebbero diventare realtà anche attraverso l’utilizzo di fondi europei”.

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