Trento: tratta umana per prostituzione e accattonaggio, indagine della DDA di Catania

È stata denominata “The royal family” l’operazione condotta dagli agenti della polizia di Stato. Dopo il fermo emesso lo scorso 10 marzo dalla DDA di Catania, agenti di Catania in collaborazione con i colleghi di Trento, hanno fermato Queen Enaye, 38 anni e Collins Omorgbe, 32 anni, detto “don Bonbino”.

I due arrestati dovranno rispondere, in concorso tra loro e con altri soggetti non ancora identificati in Libia e Nigeria, di tratta di persone in danno di connazionali e di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina con le aggravanti della trans nazionalità. Inoltre dovranno rispondere di aver esposto a pericolo la vita o l’incolumità delle persone trasportate.

Tutti venivano fatti imbarcare su natanti occupati da migranti privi di sicurezza. L’obiettivo dei criminali era quello di reclutare persone da destinare alla prostituzione e all’accattonaggio.

Le indagini erano staet avviate a catania ad ottobre del 2017 quando al centro di accoglienza erano giunte alcune minorenni a bordo della nave della marina militare francese Ducuing insieme a 134 migranti di varie nazionalità. Sono stati così individuati un gruppo di persone, legati da rapporti di parentela, dediti al reclutamento e trasferimento in Italia di giovanissime connazionali da destinare al mondo della prostituzione.

La “Madame” Enaye che viveva a Trento aveva l’incarico di curare l’immissione delle vittime nel circuito della prostituzione su strada. Era lei ad intrattenere rapporti con le vittime ed era ancora lei a tirare le fila dei viaggi che le portavano in Italia. Le minacciava continuamente per sottomerle e soggiogarle psicologicamente.

Era la madame Enaye a ricordare alle vittime che non si sarebbero potute sentire libere con i suoi soldi. Le donne, infatti, avrebbero assunto con lei un debito per il pagamento del viaggio della speranza e adesso dovevano ripagarla. Inoltre, le ragazze venivano sottoposte al rito Ju Ju e anche al più temuto rito Aielallà che veniva effettuato dalla stessa arrestata nei momenti successivi al reclutamento.

Era anche grazie a questi riti che la donna riusciva a tenere a sé le vittime. Peccato per lei che una delle sue giovani vittime era riuscita a scapparle. In quell’occasione l’indagata di concerto con la sorella che abita in Nigeria e coinvolta anche lei nel traffico di esseri umani, meditava di rivolgere il rito ai genitori della ragazza per crearle ulteriori pressioni psicologiche costringendola a ritornare dalla madame per sottomettersi al suo volere.

Da alcuni dialoghi tra le due sorelle gli investigatori hanno appreso che le due progettavano di far sapere alle vittime che avrebbero dovuto saldare il proprio debito non più a Queen ma al voodoo lista che le aveva sottoposte al rito esoterico. Era un modo per fare ulteriori pressioni psicologiche.

Coinvolto nella tratta degli esseri umani anche il compagno di Enaye, il cosidetto Don Binbino, Collins Omorogbe, anche lui domiciliato a Trento. L’uomo risultava determinante nella tratta nei confronti di un connazionale uomo.

Il giovane era stato reclutato sempre dai due compagni che lo avevano sottoposto al rito Ju Ju obbligandolo al pagamento del debito. Lo avevano così trasferito in Italia per destinarlo all’accattonaggio e appropriarsi delle somme che avrebbe raccolto.

Il ragazzo però non aveva raggiunto i coniugi a Trento e i due correi avevano posto nei suoi confronti pesanti minacce soprattutto di tipo psicologico perché andasse a casa loro in modo da poter essere meglio controllato.

In un video pubblicato su Youtube che vi proponiamo, Omoregbe, con uno scettro in mano,  si muoveva e ballava tenendo in mano un mazzo di banconote che lasciava cadere con indifferenza a terra, ostentando la ricchezza accumulata.

Per Enaye e Oorogbe sono scattati gli arresti. I due sono stati fermati nella loro abitazione di Trento. Ieri il gip di Trento ha convalidato il decreto di fermo e per entrabmbi disposto la custodia cautelare in carcere.

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