Tortorici (Me): truffa all’Agea, un uomo ai domiciliari

Il titolare di un’azienda agricola di Tortorici è finito nelle maglie della guardia di finanza. Dal 2011 al 2017 l’uomo aveva percepito illecitamente poco più di 118 mila euro dall’Agea, l’agenzia per le erogazioni in agricoltura. Per farlo, però, aveva utilizzato documenti falsi con firme di persone decedute anche dieci anni prima della stipula dei contratti.

Le fiamme gialle della tenenza di Sant’Agata di Militello, eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del tribunale di Messina, hanno condotto l’uomo agli arresti domiciliari. Inoltre sono stati sequestrati beni per un valore di 118 mila euro.

Tutto era partito da alcune segnalazioni inviate dal nucleo speciale spesa pubblica e repressioni comunitarie della guardia di finanza di Roma su aziende agricole che avevano beneficiato negli anni di finanziamenti comunitari nella zona dei Nebrodi.

In particolare, l’attenzione degli investigatori si è focalizzata sui documenti dell’azienda dell’uomo arrestato a Tortorici che presentavano alcune anomalie. I contratti d’affitto di alcuni terreni che risultavano essere stati beneficiari dei contributi Agea, avevano dati anagrafici e firme di proprietari morti da tempo, prima ancora della stipula dei contratti, alcuni di loro erano mancati più di 10 anni prima.

Ciò nonostante le domande per ottenere i finanziamenti erano state presentate dall’uomo che si serviva di un centro di assistenza agricola di Cesarò. I documenti falsi erano serviti per avere finanziamenti dal 2011 al 2015. In più i finanzieri hanno scoperto che la condotta fraudolenta era stata reiterata per le annualità 2016 e 2017. Il tutto aveva portato alla concessione di ulteriori contributi percepiti indebitamente dall’uomo.

Il titolare dell’azienda agricola era stato prima denunciato per truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Successivamente la procura di Messina ha disposto ulteriori approfondimenti per riscontrare tutti i dati e le informazioni inserite nelle domande uniche di pagamento presentate dall’indagato. I finanzieri di Sant’Agata di Militello, in sinergia con l’Autorità giudiziaria hanno così raccolto ulteriori prove di colpevolezza nei confronti dell’indagato.

Al termine delle investigazioni il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Messina ha disposto gli arresti domiciliari e il sequestro preventivo delle somme presenti sui conti correnti e degli immobili riconducibili al cittadino oricense fino a coprire l’importo indebitamente percepito

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