Catania: maltempo e disagi a San Giovanni Galermo

Superati i disagi ed i problemi dovuti alla pioggia di ieri è fondamentale rimboccarsi le maniche e intervenire per migliorare e potenziare il sistema di deflusso delle acque piovane in tutto il quartiere di San Giovanni Galermo”. Così Giuseppe Zingale, vice presidente della circoscrizione di Cibali-Trappeto Nord-San Giovanni galermo che si fa portavoce delle necessità degli abitanti.

Negli ultimi mesi il comune è intervenuto con azioni mirate nella parte ovest e nord del quartiere. Opere che però non bastano a scongiurare il problema legato all’acqua alta in via Maestri del Lavoro, via Macello, via Barriera, via Villa Flaminia, via Acquario, via del Fasano: solo per citare alcuni casi.

Vie impraticabili e completamente allagate, piene di buche e voragini, che rendono pericolosa la viabilità e la sicurezza dei pedoni e degli automobilisti a San Giovanni Galermo. Qui il problema legato al deflusso delle acque piovane non sembra trovare una soluzione definitiva.

Finita l’emergenza maltempo c’è ora quella legata alla monitorizzazione e riparazione del manto danneggiato. Centauri e automobilisti che fare lo slalom tra fosse e depressioni del terreno  oltre ai meccanici sovraccaricati di lavoro. Da tempo questa circoscrizione ha mostrato a Palazzo degli Elefanti le priorità da eseguire per migliorare la viabilità di una parte di Catania che rappresenta il collegamento tra la città e i paesi pedemontani.

Stessa situazione con slarghi e piazze che diventano piccoli laghi. Da qui la continua emergenza accentuata anche dal fatto che ogni giorno, da San Giovanni Galermo, transitano migliaia di pendolari che dai paesi dell’hinterland devono raggiungere il centro di Catania. Le proteste e le lamentele che riceviamo praticamente non si contano più. Richieste di intervento che oggi vanno assolutamente ascoltate.

Per tutte queste ragioni chiedo al Sindaco Bianco di attivarsi per riparare ed eliminare le criticità più immediate tappando le grosse buche e ripulendo le caditoie. Successivamente va approntato un piano radicale per effettuare i collegamenti dei collettori periferici al sistema centrale”.

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