Vittoria (Rg): Nicosia, “elicottero e armi spianate per notifica

E’ stato un atto di “narcisismo graduato e togato per assicurarsi idonea scenografia per la conferenza stampa”. Così l’ex sindaco di Vittoria (Ragusa), Giuseppe Nicosia (Pd), accusato di scambio elettorale politico-mafioso nell’ambito dell’operazione Exit poll.

Le parole del primo cittadino dopo che il tribunale del riesame di Catania ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare.

“In quale altro modo può qualificarsi la messa in scena in cui è consistita la notifica dell’ordinanza con cui si disponeva la misura degli arresti domiciliari? Sì, una notifica per la quale era inutile ed estremamente dispendioso l’uso di elicotteri, di circa 15 agenti dedicati ad ogni soggetto cui notificare l’ordinanza, o spianamento delle armi sin dentro case dove dormivano bambini, di foto e riprese anche a raggi infrarossi, di innumerevoli uomini partiti con decini di mezzi in notturna da Catania”.

“Cosa si temeva?  – si chiede Nicosia – che scappassi con la canoa sita nella mia veranda a mare. Sono vittima di un grave errore giudiziario – prosegue l’ex primo cittadino – frutto di una serie di macroscopici e grossolani equivoci che ha trasformato persone stimate e libere in vittime di un caso eccezionalmente raro di malagiustizia”.

L’operazione Exit Poll lo scorso 21 settembre aveva visto l’arresto di Nicosia e del fratelli per scambio elettorale politico-mafioso in relazione alle amministrative del 2016. Lo scorso 2 ottobre il gip aveva revocato i domiliciari imponendo l’obbligo di firma il 13 ottobre scorso presso il tribunale del riesame.

Nicosia parla, in conferenza stampa, di “totale infondatezza di tutti i capi di accusa a mio carico” e ricorda di aver scelto di parlare solo dopo che la magistratura giudicante si è espressa.

Adesso l’ex sindaco di Vittoria auspica l’intervento del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e richiama le sue recenti parole secondo cui “le toghe non siano abiti di scena”, auspicando che “non lo siano più neanche le divise dello Stato e che tutte insieme non costituiscano gli abiti e le sedie da regista di gratuite e incontrue produzioni televisive”.

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