Tortorici (Me): il Tar blocca il trasferimento dell’istituto tecnico

La parola fine è ancora lontana dall’essere messa nella lunga e intricata vicenda sull’istituto tecnico di Tortorici (Me).

Il Tribunale amministrativo regionale di Palermo ha accolto, infatti, la richiesta di sospensiva richiesta da alcuni genitori degli alunni dell’istituto tecnico oricense. L’obiettivo dell’opposizione era evitare il trasferimento della sede staccata oricense nel plesso centrale di Sant’Agata di Militello.

Una decisione messa, invece, nero su bianco lo scorso 15 febbraio, dal decreto regionale dell’assessore all’istruzione e alla formazione professionale sul piano di ridimensionamento della rete scolastica.

Adesso i giudici amministrativi hanno accolto la sospensiva del decreto regionale e fissato l’udienza di merito a gennaio del 2018.

Alla luce di questa decisione del Tar, gli studenti che hanno frequentato l’istituto in questi anni e quelli che intenderanno iscriversi, potranno frequentare le lezioni a Tortorici. Un sospiro di sollievo per tante famiglie e per l’intera comunità.

“Dico grazie a quei genitori che hanno fatto ricorso al Tar e grazie ai giudici che hanno avuto sensibilità nell’accogliere la richiesta di sospensiva del decreto regionale”. Così commenta il primo cittadino di Tortorici, Carmelo Rizzo Nervo, la decisione del tribunale amministrativo.

“La scuola di Tortorici è un importante presidio di cultura e di legalità, attivo da oltre 40 anni e sarebbe stata una scelta scellerata chiuderla – prosegue Rizzo Nervo”.

Il primo cittadino non lesina una stoccata alla città metropolitana di Messina che soltanto qualche settimana fa aveva bandito una gara per affidare i lavori di trasloco di tutti i materiali dell’istituto nella sede centrale santagatese.

“Da Messina non hanno avuto nemmeno la sensibilità di aspettare la pronuncia del Tar e hanno subito indetto la gara. Forse volevano mettere il Tar di fronte ad un atto compiuto?” si chiede Rizzo Nervo che continua: “io avrei aspettato il pronunciamento del Tar prima di indire qualsiasi gara e poi avrei rispettato la decisione, come ho sempre fatto.

Non comprendo – conclude con amarezza il sindaco oricense – l’accanimento della provincia prima e della città metropolitana adesso a chiudere la scuola e togliere l’unica istituzione di cultura e presidio di legalità che rimane sul territorio”.

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