Vittoria (Rg): Calascibetta in mostra con “Zucchero & catrame”

Si chiama “Zucchero & catrame” la mostra personale di Momò Calascibetta a cura di Luciano D’Amico, che sarà inaugurata domani, 16 giugno, in occasione della decima edizinoe del “Vittoria jazz festival” nel ragusano.

In esposizione a “Zucchero & catrame” una quarantina di opere storiche di Calascibetta tra dipinti, disegni e sculture che illustreranno i temi e i linguaggi cari all’artista, da sempre attento alla ricerca psicologica, svelando l’inconscio, le pulsioni e i sentimenti dell’animo umano.

Oggetto dell’attenzione di Calascibetta è un periodo storico con le creature umane più indifese, più deboli e innocenti. In motra il ciclo di lavori inediti de “I bambini sulle strade del mondo” risalente agli anni 2004/2006  che, perdendo il riferimento familiare come modello da imitare, riflettono senza mediazione le perversioni dell’attuale sistema della società moderna.

Un semplice atto d’accusa contro l’homo economicus, rivelatosi produttore di follia, esclusione, miseria, fame e ingiustizia attraverso il personalissimo codice simbolico dell’artista.

Quei bambini di “zucchero”, prodotto dei trafficanti di morte che dopo 10 anni attraverseranno il nostro Mediterraneo per sbarcare in Sicilia con le loro madri bambine.

Il pittor Calascibetta, nel suo processo creativo, parte dall’uomo e all’uomo torna con vera pietas mettendone in evidenza la salute o la follia mentale.

La lente del suo occhio d’artista, ingrandita ed esacerbata, coglie il male che la socieetà opulenta dell’occiidente cova. Momò non sfugge a quella dolorosa analisi critica che trova e scopre nella natura stessa dell’uomo la sua infinita sete di potere e ricchezza, produttrici di miseria e di fame, di ingiustizia e follia.

I personaggi di potere che analizza Momò, portano in sé i semi del bene e del male e spesso non riescono a sfuggire ai pensieri che ispirano i diavoli occidentali; divorano con cupidigia il futuro dei loro popoli e accettano di lasciare scorrere “catrame” nei vasi sanguigni dei loro cervelli. L’artista sa che le crisi economiche e le guerre sono premeditate, gestite e volute dai paesi opulenti e mai sazi e così, con la potenza della sua matita e del suo colore, rende visibili gli umili diseredati e affamati in attesa che i potenti, superbi oltre la tracotanza, vengano rovesciati dai loro troni senza aspettare l’Apocalisse. (Paola Feltrinelli)

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