Tortorici (Me): ragioneria, il sindaco mette a disposizione i locali dell’ex centro anziani di Romanò

L’amministrazione comunale di Tortorici (Me) fa un passo indietro nella vicenda della scuola superiore ospitata nell’immobile di proprietà della famiglia Paterniti Mastrazzo, in via Garibaldi. In una nota inviata al sindaco della città metropolitana di Messina, Renato Accorinti, il primo cittadino oricense, Carmelo Rizzo Nervo, concede i locali dell’ex centro anziani in via Romanò che potrebbero ospitare gli studenti della sede staccata dell’Itet Giuseppe Tomasi di Lampedusa di Sant’Agata di Militello.

I locali verrebbero concessi in comodato d’uso gratuito, a patto che i lavori di adeguamento e messa in sicurezza necessari, siano a carico dell’ex provincia. La disponibilità arriva alle porte della stagione estiva, a fronte di una richiesta avanzata dalla città metropolitana di Messina lo scorso marzo.

In colpevole ritardo – si legge in una nota del movimento “Uniti per cambiare Tortorici” – con la conseguente difficoltà a riaprire il codice meccanografico e la possibilità che le attività didattiche riprendano a partire dall’anno scolastico 2018/2019 con i disagi del caso”. La proposta avanzata adesso dal sindaco del centro nebroideo, ricorda la nota, era già stata avanzata dallo stesso movimento “Uniti per cambiare Tortorici” e dalla consigliera indipendente di minoranza, Cinzia Conti Mica.

“La proposta – prosegue la nota – non era certo qualcosa di particolarmente geniale o complesso, semplicemente non c’era stata la volontà politica di spostare la sede dell’istituto dai locali della famiglia dell’attuale vice-sindaco”. Adesso resta da capire di che entità dovranno essere i lavori per la messa in sicurezza, l’abbattimento delle barriere architettoniche e l’adeguamento della struttura messa a disposizione dall’amministrazione comunale oricense.

Per questo Rizzo Nervo ha invitato la città metropolitana ad effettuare un sopralluogo dei locali di via Romanò e di un altro immobile di proprietà comunale, per decidere il da farsi. Le famiglie e gli studenti, intanto, sperano che questa soluzione venga accettata dalla città metropolitana per non doversi spostare nel plesso centrale santagatese, con notevoli disagi e aggravio delle spese familiari.

Maria Chiara Ferraù

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