Comiso (Rg): furti in abitazione, sequestrato materiale sospetto

Agenti della polizia di Stato di Comiso, nel ragusano, hanno arrestato Salvatore Andolina, 38 anni e Dario Interdonato, 33 anni, entrambi pregiudicati.

L’operazione di polizia era iniziata lo scorso 27 aprile, quando un intervento di volante per ladri in abitazione effettuato dagli agenti della polizia del commissariato di Comiso ha permesso di identificare i due indagati quali autori del furto perpetrato in una cas di proprietà di anziani a Pedalino in frazione di Comiso.

La proprietaria ha raccontato di essere uscita dalla propria abitazione alle 07.45 circa, per andare a piedi nell’abitazione della figlia. Una volta tornata a casa, in compagnia della nipote che aveva condotto con sé, ha tentato di aprire il portone di ingresso che risultava bloccato e sentiva dei rumori provenire dall’interno dell’abitazione.

Pochi istanti dopo, dalla pota del garage pertinente all’abitazione uscivano due soggetti a volto scoperto, di cui uno teneva in mano un sacco di plastica nero, che si davano alla fuga.

L’abitazinoe, come constatao dagli agenti del commissariato di Comiso, risultava danneggiata come pure una cassaforte di metallo, di cui era stato divelto il lucchetto. Il proprietario qui custodiva alcuni fucili, legalmente detenuti, che non erano stati rubati.

In sede di denuncia, il proprietario ha indicato i beni che erano stati sottratti e, in particolare, lamentava di aver subito un danno complessivo pari a circa 5 mila euro costituito dalla somma di denaro contante pari a 1.200 euro, nonché al valore dei numerosi monili d’oro e di alcuni orologi che risultavano mancanti.

La visione dei fotogrammi ha consentito al personale della polizia di Stato di riconoscere senza dubbio Salvatore Andolina e Dario Interdonato, conosciuti dall’ufficio e controllati già in passato quando furono trovati a bordo di una Golf.

Andolina, sentito negli uffici della questura, ha riferito che nella stessa mattinata, quando andava a prendere l’auto per recarsi al lavoro, ha notato che la sua macchina era stata rubata da ignoti e ha formulato denuncia di furto.

Le dichiarazioni pretestuosamente rese da Andolina, risultavano precostituite dallo stesso a distanza di alcune ore dal furto per giustificare la presenza della propria auto che, nella fuga, i correi erano stati costretti a lasciare parcheggiata a Pedalino e che è stata ritrovata dagli agenti del commissariato di Comiso chiusa a chiave nei pressi dell’abitazione teatro del furto.

Il fatto contestato agli autori è riconducibile al reato di furto in abitazione, aggravato dall’aver usato violenza sulle cose e dall’aver procurato un danno patrimoniale di rilevante gravità, se rapportato alle presumibili condizioni economiche della coppia.

Alcuni giorni dopo, in seguito ad ulteriori indagini, la polizia ha appurato che Andolina, posto agli esseri domiciliari presso l’abitazione da lui dichiarata come luogo di dimora, aveva cambiato immediatamente l’abitazione, dove espiare la pena recandosi in un altro luogo.

Una modifica che non è passata inosservata e la polizia di Stato ha chiesto un decreto di perquisizione considerato il brevissimo lasso di tempo nel quale l’arrestato aveva riferito di non abitare regolarmente nel luogo di sottoposizione alla misura cautelare.

Il 7 giugno è stata effettuata poi una nuova perquisizione domiciliare a carico di Andolina e sono stati trovati e sequestrati oggetti in argento e monili probabilmente in oro, di sospetta provenienza furtiva.

Tutto il materiale rinvenuto è stato sequestrato e verrà posto alla visione dei denuncianti nella zona di Comiso per individuare eventuali proprietari.

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