Bronte (Ct): Calanna, “non si può che prevedere una sede Inps”

“Capisco i miei colleghi sindaci che difendono i servizi delle proprie città. Io al loro posto avrei fatto lo stesso. Capisco un po’ meno i rappresentanti del Governo nazionale e regionale che dovrebbero difendere tutto il territorio.

Il versante nord dell’Etna in passato è stato spogliato di tutto: ospedale, tribunale, uffici e servizi in generale. Paternò è più vicino a Catania di quanto lo siamo noi. Una distribuzione equa del servizio non può che prevedere una sede Inps a Bronte”.

Sono le parole del sindaco di Bronte, Graziano Calanna, alla fine del vertice in Prefettura sulla ridistribuzione degli Uffici Inps in Provincia. “Intanto – aggiunge il sindaco – è doveroso ringraziare il prefetto di Catania, Silvana Riccio. L’aver convocato i sindaci per ascoltare la loro opinione è sinonimo di vicinanza e garanzia per tutti. Il suo impegno è, per me, motivo di grande conforto. 

Non capisco però l’accanimento di alcuni deputati regionali, presenti al tavolo, nei confronti dei quali la mia città è stata, anche alle ultime elezioni, particolarmente generosa.

A chiedere questo servizio non è solo Bronte, ma anche Randazzo, Maletto e Maniace. Comuni che, sempre a causa di una politica poco lungimirante se non discriminante del passato, sono rimasti troppo lontani dall’Area metropolitana e privi di servizi. Per questo, – conclude – con i colleghi del territorio ci riuniremo presto. Per noi la sede Inps è troppo importante”.

 

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