Patti (Me): chiedevano il pizzo a due imprenditori, 3 arresti

Tre persone sono state arrestate dai carabinieri della compagnia messinese di Patti per estorsione aggravata dal metodo mafioso. I reati sarebbero stati commessi tra il 2003 e il 2006 ai danni di alcuni imprenditori dell’area dei Nebrodi.

Le manette sono scattate ai polsi di Saverio Giuseppe Baratta, 47 anni di Brolo; Marcello Coletta, 39 anni di Gioiosa Marea e di Francesco Papa, 41enne di Piraino, tutti pluripregiudicati.

I tre sono stati condannati per le estorsioni commesse. Coletta è stato rintracciato nella propria abitazione, mentre Papa e Baratta sono stati arrestati all’uscita dall’ospedale Barone Romeo di Patti, reparto di psichiatria.

I provvedimenti eseguiti sono frutto di un’attività investigativa iniziata nel 2005 e condotta dai carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Patti e della stazione di Gioiosa Marea, proseguita fino al 2006 con pedinamenti, intercettazioni ambientali e telefoniche, che ha permesso di accertare come i tre arrestati avevano preso di mira i titolari di due imprese di costruzioni edili di Patti e Brolo.

Nel corso delle indagini gli inquirenti hanno accertato che Baratta, Coletta e Papa, in concorso tra loro, con violenza e minacce, avrebbero costretto un imprenditore edile impegnato nei lavori di rifacimento tra Gioiosa Marea e Brolo, a versare loro 2.000 euro.

I tre avrebbero anche cercato di intimidire la vittima proclamando la loro presunta appartenenza ad un clan mafioso. L’indagine ha tratto spunto dall’arresto di Saverio Giuseppe Baratta per una tentata estorsione commessa a Brolo ai danni di un’azienda edile. Baratta e Coletta, invece, erano già stati coinvolti in alcune operazioni antimafia condotte dai carabinieri nei confronti di clan tortoriciani nelle operazioni “romanza” e “icaro”, in quanto ritenuti organici al gruppo criminale e autori di una serie di estorsioni ai danni di imprenditori  e commercianti operanti nella fascia della Sicilia tirrenica da Patti a Brolo.

Le indagini condotte dai carabinieri della compagnia di Patti hanno fatto emergere come una volta liberi, Baratta e Coletta avevano immediatamente ripreso la loro attività delinquenziale con il concorso di Papa. I tre avanzavano richieste estorsive cospicue che si abbassavano di fronte alle difficoltà di pagamento mostrate dalla vittima.

Nel corso dell’indagine sarebbe emersa anche la procedura della falsa fatturazione effettuata dall’estorsore per far risultare l’erogazione di prestazioni mai eseguite, a favore della vittima, a copertura delle somme illecitamente acquisite.

I tre arrestati sono stati rinchiusi nel carcere di Barcellona Pozzo di Gotto dove dovranno scontare una pena a 5 anni e 6 mesi (Baratta), 5 anni e 4 mesi (Coletta) e 3 anni e 6 mesi (Papa).

Maria Chiara Ferraù

 

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