Agrigento: arrestato l’avvocato Giuseppe Arnone

Da tempo era alla guida delle crociate per la legalità, a capo degli ambientalisti in Sicilia come presidente di Legambiente. Oggi l’avvocato Giuseppe Arnone è stato arrestato per una vicenda di estorsione tra avvocati.

Arnone, che si era autodefinito lo “sceriffo della legalità”, candidato a sindaco, consigliere comunale, grande accusatore di politici di lungo corso, è stato arrestato dagli agenti della squadra mobile di Agrigento mentre intascava le prime due tranche di una mazzetta da 50 mila euro.

Due assegni da 7 mila euro ciascuno estorti alla collega Francesca Picone che lavora in uno studio insieme alla sorella Concetta. Entrambe da dieci giorni erano allarmate perché a loro volta sotto processo con rinvio a giudizio per estorsione ad alcuni clienti. Insomma un’estorsione nell’estorsione.

Un sistema di scatole cinesi che inizia lo scorso 31 ottobre quando l’avvocato Picone, 42 anni, e la sorella Concetta, 44 anni, finiscono davanti al giudice per le udienze preliminari per aver minacciato gravi ritorsioni nei confronti di alcuni clienti se non avessero pagato 5 mila euro in aggiunta all’onorario già liquidato. Le vittime due genitori che dovevano ottenere l’indennità di accompagnamento del figlio e che hanno denunciato tutto ai pm Carlo Cinque e Alessandro Macaluso che hanno poi chiesto il rinvio a giudizio delle due donne, firmando il provvedimento insieme al procuratore aggiunto Ignazio Fonzo.

Proprio quest’ultimo, da un paio di anni accusato di presunti e infondati errori giudiziari insieme al suo ex capo Renato Di Natale, da una serie di martellanti campagne alimentate dall’avvocato Giuseppe Arnone. Minacce che hanno portato a perizie psichiatriche e richieste di allontanamento da Agrigento dello stesso Arnone. Fino alla replica di sfuriate di Arnone contro Fonzo e Di Natale per le ruspe lanciate contro le case degli abusivi, da Agrigento a Licata.

Eppure contro le costruzioni abusive Arnone si era speso negli ultimi anni con foga. La metamorfosi di Arnone avrebbe avuto un epilogo nello studio della collega Francesca Picone. Qui Arnone avrebbe preteso 50 mila euro per stre zitto e non alzare clamore mediatico sulla vicenda in attesa di giudizio.

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