Ragusa: minore eritreo ritorna dal fratello in Svizzera

Ogni tanto si raccontano anche storie a lieto fine. Un minorenne eritreo non accompagnato è riuscito a ricongiungersi al fratello maggiore che vive in Svizzera. Questo grazie anche all’aiuto degli agenti dell’ufficio immigrazione sezione rifugiati della questura di Ragusa.

Il ragazzino di 12 anni era sbarcato a Pozzallo dalla nave militare Spica a maggio del 2015 e subito dopo accolto in una struttura di Scicli gestita dalla federazione delle chiese evangeliche. Con la richiesta di protezione internazionale il bambino è stato messo a proprio agio e ha iniziato a raccontare la sua storia. Gli agenti hanno così scoperto dell’esistenza del fratello maggiore in Svizzera.

Dal quel momento è iniziata la ricerca del fratello maggiore per riuscire a ricongiungere i germani. Grazie alla collaborazione della fondazione delle chiese evangeliche e tramite la responsabile della Relocation desk di Roma, il fratello maggiore è stato rintracciato ed ha subito espresso la sua gioia alla notizia.

Dopo tutte le procedure per il ricongiungimento tramite l’unità Dublino del ministero dell’interno e dopo il parere positivo dell’ambasciata elvetica, l’undici febbraio il minorenne eritreo all’aeroporto di Zurigo ha riabbracciato il fratello che disperava di trovare.

Vivo apprezzamento per l’organizzazione e il coordinamento mostrato,  è stato espresso da parte della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia  nonché  dalle Autorità elvetiche  con i quali ci si è più volte interfacciati per l’ottima riuscita del ricongiungimento.

Maria Chiara Ferraù

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