Patti (Me): il comune manda una cartella Tia da un euro

L’ufficio dei tributi del comune di Patti ha spedito una raccomandata ad un cittadino per il pagamento di un euro per la Tia 2012 a cui si aggiungono 5.88 euro di spese di notifica e un arrotondamento del tributo 3944 per un totale complessivo di sette euro. “in un periodo di crisi economica – scrive il comitato Consumatori – è vergognoso che un comune per riscuotere un euro ne richieda in totale sette”.

Sicuramente si tratta di un atto ridicolo e grave allo stesso tempo. Ridicolo – prosegue la nota  – perché la modica cifra di un euro poteva essere richiesta a saldo con la fattura successiva risparmiando le spese postali.  Grave perché all’utente è richiesto il rimborso delle spese di spedizioni €. 5.88 per una raccomandata che però per il peso (20 grammi) costa 4.50 cui aggiungere 0,95 per la ricevuta di ritorno per un totale 5.45 (se pesava tra 20 e 50 grammi l’importo di 0,95+5.80 totale 6.75), e un arrotondamento del tributo 3944 per l’anno 2012 pari a 0,12.

In realtà €. 5.88 è l’importo che l’utente paga se l’atto è notificato, come previsto dal Ministero delle Finanze D.M. 3-10-2006, pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 31 ottobre 2006, n. 254.

Nel nostro caso non essendoci stato alcun tentativo di notifica ne l’atto riporta tale notizie, all’utente si doveva chiedere il rimborso delle spese postali (se c’era stato il tentativo di notifica l’utente doveva pagare 5.88 più le spese della raccomandata).

Ma cos’è il tributo 3944?

Secondo i dati dell’Agenzia delle Entrate si riferisce alla TARES entrata in vigore il 1 gennaio 2013. Quindi sulla base di cosa è stato elaborato l’arrotondamento della TARES per l’anno 2012? Per l’Ufficio Tributo nel 2012 esistevano la TIA e la TARES? In realtà solo la TIA.

Se i solleciti inviati dal comune sono stati spediti secondo questi principi sono errati perché non corrispondono le spese di notifica e neppure è applicabile il Tributo 3944 per l’anno 2012.

Riteniamo tale comportamento lesivo del diritto del cittadino, oltre che offensivo della sua intelligenza. È pacifico che l’utente debba pagare le tasse ma sono altrettanto sacrosanti il diritto di sapere e il diritto alla trasparenza dell’atto.

Il contribuente (non è un pollo da spennare) dev’essere informato su cosa paga. Riteniamo che queste situazioni siano da censurare e che il Comune ritiri in autotutela tutti gli atti in cui applica l’arrotondamento del tributo 3944, che si riferisce al 2013 e dica in quale ufficio postale, gli hanno fatto pagare per spese di raccomandata con ricevuta di ritorno €. 5.88.

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