Tortorici (Me): arriva un commissario per l’approvazione del rendiconto 2014

A Tortorici, centro nebroideo in provincia di Messina, è arrivato un commissario ad acta nominato dall’assessorato regionale delle Autonomie locali e della Funzione pubblica per l’approvazione del rendiconto di gestione dell’esercizio finanziario del 2014. Lo rendono noto i consiglieri di minoranza del gruppo “Tortorici III millennio”, Renato Manera, Rosita Paterniti Barbino e Nella Natalia Bevacqua.

“Per questa nomina – si legge in una nota dei consiglieri – dobbiamo ringraziare l’inerzia dell’amministrazione e la mancanza di autonome iniziative da parte del Presidente del Consiglio che forse, vergognandosi per la presenza di un disavanzo di quasi due milioni di euro, non ha convocato il consiglio comunale per l’approvazione del rendiconto”.

Il consuntivo del 2014, infatti, pur essendo stato approvato dalla Giunta con la delibera 87 del 4 maggio scorso, non è arrivato mai in consiglio comunale per la sua approvazione. “Ci chiediamo – proseguono i consiglieri d’opposizione – come si intenderà procedere per la predisposizione e l’approvazione del bilancio di previsione 2015, considerando che non è stato rispettato il patto di stabilità per il 2014 e, pertanto, il comune subirà una serie di sanzioni, tra cui la riduzione dei trasferimenti, la rideterminazione dell’indennità di funzione e gettoni di presenza agli amministratori, il divieto di assunzione del personale a qualsiasi titolo, con qualsivoglia tipologia contrattuale”.

Secondo Manera, Paterniti e Bevacqua ci sarebbero ancora dei margini d’azione per non arrivare alla dichiarazione del dissesto, “operando un serio risparmio e senza fare ordinanze di somma urgenza a ditte esterne di lavori che potrebbero benissimo essere eseguiti dagli operai comunali, con i mezzi che il comune possiede e soprattutto facendo un piano serio di alienazione dei beni disponibili del comune che allo stato attuale producono quasi zero entrate e solo spese e contenziosi”.

Dura la chiusa del documento che contesta all’amministrazione “l’inerzia, l’apatia e il poco interesse mostrato anche per svolgere le funzioni elementari di un comune e che  portano inevitabilmente al declino già in atto che compromette un futuro migliore per il paese”.

Maria Chiara Ferraù

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