Catania: controlli a discoteche e ristoranti

Su disposizione del questore di Catania, Marcello Cardona, agenti della polizia di Stato hanno controllato nei giorni scorsi locali pubblici, ristoranti e discoteche dal capoluogo etneo. Agenti della squadra amministrativa della divisione polizia amministrativa e sociale della questura di Catania hanno riscontrato alcune anomalie per le quali è anche scattata la denuncia penale.

È questo il caso dell’associazione culturale Babilonia sita in Catania in via Scuto Costarelli dove l’accertamento dei poliziotti ha comportato il sequestro dell’intero immobile che ospita l’esercizio pubblico.

Al momento del controllo, infatti, sono state trovate circa 100 persone che ballavano nel locale. Molte di loro erano sprovviste di tessera di affiliazione e per accedere avevano pagato un biglietto di 5 euro.

L’associazione culturale era in realtà una discoteca, senza il prescritto certificato di agibilità rilasciato dalla commissione comunale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo. Oltretutto, l’attività era stata avviata senza la prescritta autorizzazione rilasciata dal questore di Catania.

Il responsabile dell’esercizio è stato denunciato e multato perché sprovvisto della prescritta autorizzazione di polizia.

Per il titolare del ristorante pizzeria Il Vicolo di via del Colosseo è scattata la denuncia in stato di libertà perché aveva installato ed acceso sulla pubblica via, senza l’autorizzazione di polizia, due “catenarie” le catene luminose utilizzate per ornare le strade, delle dimensioni di 2 metri per 8 ciascuna.

Sanzioni solo amministrative per il disco pub Black And White di via Biondi. La titolare aveva posizionato alcuni pouf sul marciapiede e sulla sede antistante l’esercizio occupando abusivamente circa 50 metri quadrati di suolo pubblico.

Molti locali sono invece risultati in regola. Si tratta del disco pub D’altro canto e del disco pub Mamma Africa di via Montesano. Nulla è stato rilevato nemmeno al bar ristorante Il cantiere in viale Libertà dove un controllo amministrativo, effettuato in collaborazione con la guardia di finanza e l’ispettorato provinciale del lavoro, ha permesso di appurare che presso l’esercizio veniva svolta solo l’attività di ristorazione regolarmente autorizzata.

Maria Chiara Ferraù

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