Taglio treni, Crocetta chiede incontro urgente al ministro Lupi

Poco alla volta la Sicilia viene sempre più tagliata fuori dal resto dell’Italia. Le autostrade hanno un pedaggio elevato, ma sono delle strade rattoppate e pericolose. Il doppio binario? Un miraggio e un sogno che sembra ormai senza speranza. L’alta velocità? Si ferma a Napoli. Il ponte sullo stretto? Un altro miraggio che non si realizzerà probabilmente mai. L’aeroporto nel messinese? Un’altra opera necessaria di cui si parla da decenni e che non si è ancora concretizzata. E adesso la decisione di Trenitalia di eliminare i treni di collegamento con il nord Italia.

Cosa succederà ai pendolari, ai passeggeri? Semplice, scenderanno dal treno a Villa San Giovanni e con le valigie in mano prenderanno il traghetto (fino a che resteranno) per arrivare in Sicilia che spesso non viene considerata nemmeno “Italia”. Per discutere della grave situazione nel campo del trasporto ferroviario, il governatore della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, ha inviato una nota al ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Maurizio Lupi a cui chiede un incontro urgente.

“I tagli – sostiene Crocetta – penalizzano ulteriormente le comunicazioni da e verso la Sicilia, danneggiando fortemente il turismo. Per questa ragione è stato richiesto un incontro urgente al ministro dei Trasporti, per cercare di bloccare quest’ulteriore misura penalizzante per lo sviluppo economico della Sicilia”.

Di tutt’altro avviso sono le Ferrovie dello Stato che, in una nota, scrivono: “Le Fs italiane non abbandonano lo Stretto di Messina, anzi investono e potenziano”. Secondo Ferrovie dello Stato “Nessun posto è a rischio fra il personale impegnato nelle attività di navigazione. I 62 dipendenti saranno ricollocati in Rfi nelle attività di terra e di bordo”.

“Le attività di traghettamento di carrozze e carri merci di Rete Ferroviaria Italiana (RFI) proseguiranno regolarmente, con un’organizzazione più funzionale, moderna e aderente alle esigenze – si legge nella nota -. Il progetto, elaborato da RFI d’intesa con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, prevede già da gennaio 2015, a carico del Gruppo FS Italiane e senza alcun onere aggiuntivo per lo Stato, un servizio di traghettamento veloce fra Messina e Villa San Giovanni – nelle ore diurne anche nei giorni di sabato, domenica e festivi – con le navi veloci della controllata Bluferries. Per garantire un servizio efficiente e aderente alle esigenze di mobilità nello Stretto di Messina, in caso di avverse condizioni meteomarine il traghettamento sarà effettuato da una nave bidirezionale di Bluferries, anche in questo caso senza nessun aggravio di costo per le casse dello Stato. Con i mezzi veloci, che garantiscono una maggiore frequenza e standard qualitativi più elevati, è pienamente soddisfatta la mobilità nell’ambito dello Stretto di Messina che viene attraversato in circa 20 minuti. In questo modo i collegamenti per la Sicilia sono ridotti di circa 1 ora”.

“Nelle ore notturne – prosegue la nota – i treni continueranno ad essere traghettati a bordo delle navi ferroviarie di RFI”. “Infine, il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane ha allo studio un piano di interventi infrastrutturali per garantire un supporto alla mobilità dei passeggeri e per offrire un servizio sempre più aderente alle esigenze dei pendolari e di tutta la clientela”, conclude la nota.

Secondo il comitato pendolari siciliani Ciufer “la politica sancisce l’addio alla continuità territoriale della Sicilia. Vengono meno a cinque milioni di siciliani i diritti previsti dall’articolo 16 della Costituzione italiana: Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale…Nessuna restrizione può essere determinata da ragioni politiche”.

“I siciliani dal 13 giugno 2015 non avranno più garantiti gli stessi diritti alla mobilità da Villa San Giovanni a Bolzano – scrive Giosuè Malaponti del Ciufer – hanno più diritti gli immigrati che transitano nel braccio di mare tra l’Africa e la Sicilia che i siciliani per raggiungere il continente Italia o meglio l’Europa in treno”.

 

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