Incendi di Canneto (Me), c’è un indagato

Dieci anni fa i misteriosi incendi a Canneto di Caronia avevano fatto il giro del mondo. Se ne erano occupati media nazionali ed internazionali. Gli incendi misteriosi che facevano letteralmente liquefare contatori, apparecchi elettrici, cavi anche staccati dalla linea elettrica. Tante le supposizioni fatte: dagli alieni agli esperimenti militari. Oggi la svolta che ha dell’incredibile e dell’assurdo: c’è un indagato per i roghi.

Alle prime luci dell’alba di oggi i carabinieri della compagnia messinese di Santo Stefano di Camastra hanno effettuato perquisizioni ad abitazioni e veicoli di Caronia. I militari hanno notificato un’informazione di garanzia a Giuseppe Pezzino, figlio di Nino, lo storico portavoce degli abitanti della borgata e proprietario di una delle abitazioni maggiormente colpite dai roghi.

Il giovane è sottoposto ad indagine per i reati di incendio e danneggiamento seguito da incendi continuati, relativi a diversi episodi connessi fra loro che si erano verificati fra il 20 luglio scorso e l’otto ottobre 2014 nella frazione in via del Mare a Canneto di Caronia.

Le perquisizioni di oggi sono state eseguite nell’intento di individuare strumenti atti ad appiccare con rapidità il fuoco, dispositivi generatori di combustione e altre cose pertinenti.

Su quali elementi si basi l’indagine non è emerso perché sulla vicenda vige il massimo riserbo delle forze dell’ordine. “Sono incredulo perché ho assistito con i miei occhi a decine di roghi-dichiara il sindaco di Caronia, Calogero Beringheliho il massimo rispetto per il lavoro della magistratura, ma spero che si faccia in fretta, sia per liberare un ragazzo da un macigno di questo tipo, che per riprendere il lavoro di studi che si è intrapreso”.

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