Renzi inaugura l’anno scolastico a Brancaccio a Palermo

Il premier Matteo Renzi ha oggi inaugurato l’anno scolastico a Palermo, nella scuola dedicata a don Pino Puglisi, il sacerdote ucciso dalla mafia di cui oggi ricorre l’anniversario della morte. La visita di Renzi a Palermo, nel popolare quartiere Brancaccio, si è svolta fra le proteste dei precari della scuola, degli abilitati che non trovano spazio, dei lavoratori disoccupati.

Tutti ad un’unica voce chiedono risposte concrete e un futuro occupazionale perché, hanno detto e scritto nei vari cartelloni, “il futuro è dignità e ce la state togliendo”. Fra i manifestanti anche i vincitori del Tfa del 2012 che, alla luce della nuova riforma della scuola che il governo Renzi sta portando avanti, resterebbero fuori.

Renzi ha preso parte alla cerimonia all’interno dell’istituto palermitano, accolto dal presidente della Regione, Rosario Crocetta e dal sindaco del capoluogo siciliano, Leoluca Orlando. Ma l’istituto ad eccezione per i colleghi delle agenzie di stampa è stato blindato per i giornalisti e per le telecamere,  che hanno dovuto aspettare dietro le transenne nel cortile antistante la scuola. Al termine dell’incontro con studenti ed insegnanti, il premier Renzi si è concesso ai microfoni per una breve intervista. Ha parlato dell’importanza dell’istruzione e ha sfornato il primo titolo battuto dalle agenzie: “Oggi Brancaccio è la capitale d’Italia”. Il premier si è soffermato poi sul valore dell’istruzione e della cultura in un paese, ponendo l’accento sul merito che deve esserci negli avanzamenti di carriera. E, inoltre, Renzi ha chiesto pazienza e ha rassicurato che i 12.500 precari della scuola saranno assunti entro settembre 2015.

All’esterno della scuola, però, non sono mancate le perplessità fra i dimostranti. In particolare fra i docenti che hanno superato il Tfa e che, di fatto, sono esclusi dalla stabilizzazione, gli ex quota 96 che vorrebbero andare in pensione e non possono e insegnanti che dopo 35 anni di lavoro restano ancora precari e hanno quasi l’età per andare in pensione. Gli insegnanti precari, quelli del Tfa e gli ex quota 96 avrebbero voluto poter incontrare Renzi anche solo per un minuto, ma hanno comunque esposto le loro preoccupazioni per la nuova riforma della scuola in una lettera che è stata consegnata in duplice copia al premier: dalla Digos e dalla dirigente scolastica della scuola di Brancaccio.

Renzi poi è andato a Mondello in visita all’azienda più innovativa d’Italia. “Non credete – ha dichiarato ai giornalisti assiepati nel cortile della scuola di Brancaccio – a chi dice che qui non si può fare niente. Noi siamo qui per rendere omaggio a dei giovani che hanno avuto un’idea innovativa e hanno voluto scommettere su se stessi”.

Maria Chiara Ferraù

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