Brolo (Me): appalti fantasma, sequestro da 1,2 milioni di euro

Carabinieri e guardia di finanza hanno sequestrato denaro ed immobili per quasi 1,2 milioni di euro agli indagati coinvolti nell’inchiesta sugli appalti fantasma al comune di Brolo, in provincia di Messina.

Il provvedimento è stato disposto dal gip del tribunale di Patti nei confronti degli indagati, che dovranno rispondere di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, peculato, falso ideologico e falso materiale, commessi da pubblici ufficiali e per reati tributari. Le somme oggetto della nuova misura cautelare sono custodite nei rapporti bancari intestati ai soggetti destinatari delle misure restrittive ed anche ad un’altra persona sottoposta alle indagini.

In particolare, nei confronti del ragioniere Carmelo Arasi è stato disposto il sequestro di disponibilità finanziarie per un importo di 714 mila euro e sono stati sequestrati due immobili; alla figlia Rossella sono state sequestrate disponibilità finanziarie per 50 mila euro; 3 immobili sequestrati ad Antonella Campo e denaro per circa 44 mila euro; altri 3 immobili sequestrati a Santa Carrara per un valore di circa 174 mila euro; un immobile sequestrato a Giuseppina Di Leo per 87 mila euro e 2.400 euro di disponibilità finanziarie sono state sequestrate a Carmelo Gentile. Infine denaro per 55 mila euro e 31 mila euro è stato sequestrato rispettivamente a Salvatore Messina ed Enza Rifici.

Le indagini svolte da carabinieri e fiamme gialle, coordinati dalla procura della Repubblica di Patti, hanno consentito di quantificare i proventi e gli indagati, a vario titolo, avrebbero illecitamente percepito. Un lavoro certosino che ha comportato l’analisi di tutti i movimenti in uscita dai conti del comune di Brolo, a fronte dei mutui percepiti e la verifica dell’esistenza del corrispondente ordine di pagamento con il relativo atto autorizzativo che avrebbe dovuto legittimare il movimento di denaro. I sequestri sono stati disposti per garantire le casse erariali nei confronti delle illegittime distrazioni. Proseguono intanto le indagini per accertare ulteriori fatti e responsabilità.

Maria Chiara Ferraù

 

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