Milazzo (Me): l’Admo e la capitaneria di porto

Oggi, nell’ambito della campagna d’informazione promossa dall’Admo, associazione donatori midollo osseo, in collaborazione con il comando generale delle capitanerie di porto e sotto il coordinamento della direzione marittima di Catania, si è tenuto nella sala convegni dell’Eolian Inn di Milazzo (Me), un incontro con i responsabili regionali e locali dell’associazione per la sensibilizzazione dei cittadini sulla donazione del midollo osseo.

All’appuntamento hanno partecipato una rappresentanza di studenti delle scuole superiori e personale militare e civile della capitaneria di porto di Milazzo. L’incontro è stato caratterizzato da un’accurata relazione scientifica della dottoressa Zappia, responsabile dell’istituto di ematologia dell’ospedale Papardo di Messina che ha posto l’attenzione sull’importanza della donazione quale principale sistema di lotta contro tali malattie e sulle tecniche di donazione attualmente utilizzate, non mancando di ripercorrere le vicende di chi ha avuto la fortuna di trovare un donatore compatibile. Non sono mancati momenti di commozione con la testimonianza diretta di un donatore che ha raccontato la propria esperienza e l’importanza di rispondere positivamente quando si viene chiamati a compiere un gesto significativo, l’unico in grado di salvare la vita a chi, spesso bambini, riceve tale donazione, nonché di una ragazza trapiantata grazie al midollo osseo donato dalla madre ed infine di un maresciallo della stessa capitaneria di porto di Milazzo che tre anni fa ha iniziato il percorso di donatore attraverso il prelievo di sangue finalizzato alla tipizzazione delle cellule.

L’incontro si è concluso con l’auspicio dei responsabili dell’ADMO di incrementare il numero di donatori, atteso che i “Registri dei donatori” risultano ormai datati e con l’aumento delle malattie è necessario incrementare il numero dei donatori. Tale auspicio ha trovato una prima risposta positiva grazie all’iniziativa di alcuni studenti e di una parte del personale militare della Capitaneria che grazie all’autoemoteca presente in loco hanno effettuato i prelievi propedeutici alla tipizzazione.

Maria Chiara Ferraù

 

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