Lampedusa (Ag): i mediatori culturali dell’esercito soccorrono un’immigrata incinta

È risultata preziosa la presenza di un militare dell’Esercito italiano conoscitore della lingua aramaica per una giovane immigrata sbarcata a Lampedusa. Questa mattina, durante uno sbarco avvenuto sull’isola dell’agrigentino il personale del pronto soccorso si è accorto che una donna in stato di gravidanza cercava di comunicare per ricevere delle cure. Tra il personale dell’esercito, che era stato impiegato per garantire una cornice di sicurezza, era presente anche il mediatore culturale, Caporal Maggiore Scelto Behabtu Robel che avvicinandosi alla signora comprendeva che parlava aramaico. Il graduato si è rilevato fondamentale per il soccorso e le prime cure alla signora per il controllo della gravidanza, che risultava di 25 settimane.

I mediatori culturali dell’Esercito sono impiegati a Lampedusa nell’ambito dell’operazione “Strade Sicure”. Il loro compito, oltre a quello di garantire la sicurezza del Centro di Soccorso e Prima Accoglienza, anche quello di dare assistenza agli immigrati. Il contributo offerto agli immigrati e, conseguentemente, ai soccorritori si è rilevato spesso indispensabile per scongiurare situazioni di pericolo.

I militari che operano a Lampedusa sono inquadrati nel raggruppamento Strade Sicure Sicilia occidentale al comando del Colonnello Marco BUSCEMI.

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