Palermo: truffe e riciclaggio, 27 arresti

Cinque arresti e 22 domiciliari. Si è conclusa così l’operazione condotta dai carabinieri del nucleo investigativo ci Palermo coordinati dalla Dda su disposizione del gip Lorenzo Jannelli. I 27 arrestati dovranno rispondere di riciclaggio, truffa, accesso abusivo a sistemi informatici o telematici e furti. Quindici degli arrestati dovranno rispondere anche di associazione per delinquere.

Le manette sono scattate ai polsi di: Lorenzo Romano, 49 anni, consulente finanziario per le imprese; Dario Dumas, 49 anni, perito assicurativo; Eustachio Fontana, 42 anni, imprenditore; Francesco Spataro, 55 anni, bancario. Agli arresti domiciliari: Giuseppe Spataro, 52 anni, disoccupato; Calogero Marino, 70 anni, consulente finanziario; Francesco Scimone, 45 anni, mediatore immobiliare; natale D’Amico, 52 anni, titolare di agenzie immobiliari; Antonio Atria, 46 anni, avvocato; Francesco Ilari, 54 anni, ispettore della Polizia di Stato in pensione; Giuseppe Andrea Mandala’, 33 anni, consulente assicurativo; Gioacchino Balistreri, 66 anni, consulente del lavoro; Giorgio Stassi, 53 anni; Alessandro Aiello, 36 anni, detenuto; Giuseppe Burrafato, 49 anni, commerciante; Fabrizio Spoto, 45 anni, cracker, programmatore informatico; Antonio Alagna, 50 anni, imprenditore; paolo Poriensi, 46 anni, consulente finanziario; Robert Da Ponte, 55 anni, banchiere svizzero; Nicola Stagi, 47 anni, imprenditore; Giovanni Perrone, 41 anni; Eros Sivieri, 49 anni, imprenditore; Germano Zanrosso, 57 anni, imprenditore; Alessandro Feo, 44 anni, consulente finanziario; Francesco Sances, 47 anni, commerciante e Matteo Licari, 57 anni, commerciante.

Sotto sequestro sono finiti otto complessi aziendali nella disponibilità di alcuni indagati, per un valore complessivo di circa 10 milioni di euro. Le indagini hanno consentito di accertare l’esistenza di una ben strutturata organizzazione. Ciascuno degli arrestati aveva specifiche competenze professionali e si avventuravano in complesse operazioni finanziarie illecite. Le indagini sono il proseguimento dell’operazione Senza frontiere condotta a febbraio del 2009 e che ha consentito di arrestare 12 appartenenti a Cosa nostra. Le indagini all’epoca consentirono di ricostruire le dinamiche della famiglia mafiosa di Villabate in un delicato periodo di transizione, quello successivo all’arresto di Giovanni D’Agati, successore di Nicola Mandalà.

Le indagini hanno riguardato anche una rapina di quasi due miliardi di lire consumata il 2 maggio 1995 a Messina, ai danni di una filiale del Monte dei Paschi di Siena e il tentativo di sottrazione di ingenti fondi da conti correnti del Monte dei Paschi di Siena. A giocare un ruolo determinante, spiegano i militari, “soggetti con specifiche professionalità’ quali impiegati di banca, imprenditori, liberi professionisti e esperti finanzieri, ciascuno con specifici compiti finalizzati alla commissione delle truffe e alla successiva spartizione dei profitti”. L’affare più remunerativo avrebbe dovuto riguardare proprio il Monte dei Paschi di Siena da cui un dipendente infedele aveva trafugato dei moduli per la stipula di polizze fideiussorie.

 

 

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