Messina: segretario della Fials rinviato a giudizio

Riceviamo e pubblichiamo

Il segretario provinciale della Fials, Domenico La Rocca, è stato rinviato a giudizio con l’accusa di aver indotto, con documentazione falsa, il Ctu ed il giudice ordinario ad un’errata decisione fondata da una non veritiera rappresentazione della realtà. Purtroppo la decisione del giudice arreca un danno ai lavoratori ma bisogna ammettere che il sindacato confederale, a volte anche con ruvidità, ma sempre con estremo realismo e con il massimo rispetto per la dignità dei lavoratori, ha  sempre dimostrato un impegno per le giuste rivendicazioni finalizzate alla corretta applicazione degli istituti contrattuali.

Ed anche in questo caso, dopo un tortuoso iter giudiziario, il tempo, per noi, è stato galantuomo. E’ notorio, infatti, che con un precedente documento sindacale CGIL CISL e UIL avevano  denunziato la temeraria azione sindacale posta in essere dalla FIALS che aveva convinto numerosi lavoratori a sottoscrivere procure legali per avviare azioni giudiziarie contro l’ASP Messina per l’ottenimento della fascia economica relativamente al biennio 2002-2003.

Avevamo paventato che l’azione intrapresa si basava su presupposti inesistenti o comunque artificiosi ed anche stavolta, purtroppo, avevamo ragione. Purtroppo, oltre a tale decisione la stessa FIALS deve rispondere di altro reato nei confronti della propria amministrazione, con processo fissato al 2015, con il contestuale accoglimento del ricorso dell’ASP da parte del Giudice di Appello, riconoscendo l’inidoneità delle prove portate dalla FIALS a sostegno della vertenza in primo grado.
Ci aveva pure sorpreso il comportamento ambiguo della FIALS che, nonostante le prime pronunce favorevoli, indugiava a procedere esecutivamente, rinunciando,  sostanzialmente, a porre all’incasso le sentenze di primo grado.

I fatti di questi giorni forniscono una chiara ed esaustiva spiegazione sul perché  quei provvedimenti del giudice di primo grado non sono mai stati portati ad esecuzione. L’assurda vittoria di primo grado, anche per mero scrupolo e per un fatto paritario di trattamento tra dipendenti della stessa azienda, ci avevano indotto comunque a tutelare i diritti dei lavoratori,  interrompendo l’eventuale prescrizione nei confronti dell’ASP con diversi tentativi di conciliazione pur essendo ben consapevoli, però, della oggettiva ed inconfutabile mancanza dei fondi contrattuali per le fasce.

L’etica che ha sempre contraddistinto le nostre azioni sindacali ci ha sempre impedito, però, di illudere i lavoratori o di carpire il loro consenso in maniera effimera e con iniziative scorrette, basate su espedienti o, peggio ancora, su inganni. Ancora una volta, purtroppo, per colpa di alcuni avventurieri, a farne le spese saranno i lavoratori che rischiano, adesso, di dover pagare le spese legali di soccombenza.

Dal canto nostro, forti delle nostre consapevolezze, continueremo ancora con maggiore determinazione a svolgere il nostro ruolo di sindacato vero restando sempre e comunque dalla parte dei lavoratori con lealtà e trasparenza in coerenza ai valori ed ai principi che in tutti questi anni ci hanno reso protagonisti vittoriosi di innumerevoli ed importantissime battaglie e di giuste rivendicazioni per la tutela di tutti gli Sanità dell’ambito provinciale di Messina”.

I segretari Fp Cgil, Clara Crocè; Cisl Fps, Calogero Emanuele; Uil-Fpl, Giuseppe Calapai.

 

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