Gioiosa Marea (Me): furto in chiesa, arrestato sacerdote

Clamoroso epilogo relativo alla vicenda dei furti degli oggetti d’oro donati dai fedeli alla Madonna e al patrono di Gioiosa Marea, centro in provincia di Messina. Con l’accusa di furto è stato arrestato dai carabineri della compagnia Roma-Trastevere, un prete originario del Kenya di 41 anni.

A metà agosto il parroco della chiesa di Gioiosa Marea aveva denunciato il furto di monili per un valore stimato di oltre 100 mila euro. Le immediate indagini hanno consentito, anche grazie all’ausilio di attività tecniche e di analisi dei conti correnti bancari, di identificare il sacerdote keniano quale autore del furto.

Il religioso in passato aveva prestato più volte il proprio servizio nel comune di Gioiosa Marea soggiornando presso la parrocchia e fornendo un supporto alle attività ecclesiastiche della comunità, diventando molto popolare tra i fedeli locali e guadagnandosi la fiducia incondizionata del parroco locale.

Ad incastrarlo sono state le immagini delle videocamere di sorveglianza installate nella parrocchia. Lo scorso aprile, dopo numerosi tentativi da parte del prete di coprire la video camera, quest’ultimo si era introdotto presso il locale in cui erano custoditi gli oggetti in oro. Dieci giorni dopo il furto, il sacerdote era rientrato a Roma presso la comunità religiosa di cui fa parte, effettuando una serie di versamenti in denaro contante sul proprio conto corrente, concludendo le operazioni con un bonifico internazionale di 40 mila euro indirizzato ad un paese del Kena e subito dopo ha lasciato l’Italia per far rientro nel suo paese d’origine.

Ieri mattina, al suo rientro in Italia, ad attenderlo all’aeroporto c’erano i carabinieri di Roma Trastevere, delegati dall’Autorità giudiziaria di Patti ad effettuare una perquisizione domiciliare nei luoghi in cui l’indagato dimora a Roma e lo hanno accompagnato nella propria abitazione. Durante la perquisizione i militari dell’Arma hanno rinvenuto e sequestrato alcune ricevute dei versamenti di denaro contante e il bonifico effettuato, nonché un computer portatile.

Sussistendo numerosi indizi di colpevolezza per furto e riciclaggio ed essendoci un concreto rischio di fuga, l’Autorità giudiziaria ha disposto che il sacerdote venisse condotto nel carcere di Roma Regina Coeli.

Maria Chiara Ferraù

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