Brolo (Me): Matteo Bertoli nella faretra del Volley

Matteo Bertoli, figlio di quel Franco Bertoli, soprannominato “mano di pietra” per la sua potenza in attacco, sarà una delle tante frecce nella faretra del Volley Brolo. Lo sentiamo al telefono, tra una partita e l’altra di beach volley. Dalla sua voce traspare tanto entusiasmo per la nuova avventura in A2 e voglia di mettersi subito a disposizione di coach Cannestracci.

“E’ la prima volta in Sicilia – dice Bertoli – di solito non mi allontano molto da casa, ma l’occasione di tornare a giocare in A2, dopo un anno in B1, per di più con un allenatore che stimo molto e in un’ottima squadra, mi ha fatto dimenticare la distanza e mi ha convinto in un secondo a venire anche se, per essere sinceri, stavo per chiudere con un’altra squadra. Di recente ho avuto già un assaggio della vostra cordialità e ospitalità, quando qualche settimana fa ho disputato un torneo di beach volley a Castellammare del Golfo”.

Il fatto di essere figlio d’arte, quanto ha inciso sulla tua carriera?

“Sicuramente quando ero più piccolo mi dava un po’ di pressione essere il figlio di un grande campione e forse il tentativo di emularlo mi ha un po’ condizionato negativamente, perché mi addossavo delle pressioni inutili e controproducenti, ma ora che sto maturando non è più così e anzi mi dà la possibilità di avere un padre che mi sa sempre dare i consigli giusti e che spesso mi aiuta a confrontarmi meglio con questo spot”.

Che tipo di giocatore è Matteo Bertoli?

“In battuta penso di cavarmela discretamente. In attacco sono abituato a ricevere molte palle alte, che lo scorso anno gestivo molto bene. Ho un attimo attacco di pipe, sul cambio palla preferisco una palla veloce e con Visentin credo che mi troverò molto bene. In ricezione me la cavo piuttosto bene, anche se chiederò a Cannestracci di lavorarci ancora tanto”.

Ad Isernia hai avuto già Cannestracci. Conosci quindi i suoi metodi di allenamento. Per quanto ne so io, è stato proprio Jorge a volerti a Brolo.

“Si esatto, come dicevo prima, Cannestracci è un allenatore che stimo molto, di quelli che ti fanno lavorare tanto e che, se sai dargli, ti fanno rendere al meglio”.

Quale numero di maglia preferiresti avere?

“Mi piacerebbe il numero quattro. Ho sempre avuto quello perché ho deciso di copiarlo da mio padre”.

Cosa pensi della squadra e del nuovo obiettivo posto dal presidente che, dopo l’arrivo di B off e Gromadowski ha alzato l’asticella verso i play off”

“La squadra sembra potenzialmente molto forte, soprattutto con i due ultimi arrivi, Boff e Fromadowski. Adesso dovremo essere noi a cercare di creare un bel gruppo, per far rendere al meglio la squadra. Sugli obiettivi sono dell’idea che sia meglio allenamenti per poi provare a raccogliere il frutto del lavoro, fatto in settimana, nelle partite. Vorrei poter partecipare anche alla Coppa Italia. Brolo ne ha già vinto una in B1, lo stesso ho fatto io lo scorso anno, chissà che…”

Il tuo rapporto con i tifosi? A Brolo sono molto caldi, si esaltano con chi li fa esaltare. Rivolgiti verso di loro quando farai punti importanti. Ti esalteranno e diventerai ben presto un loro beniamino

“Mi piacciono molto i pubblici caldi. Tendo ad esaltarmi di più e a giocare meglio se ho dalla mia parte un pubblico caloroso. Proverò a meritarmi il loro aiuto. Comincio, intanto, con il salutarli dicendo loro che non mi tirerò mai indietro e che sputerò anche l’anima in allenamento e in partita”.

 

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