Decreto occupazione, misure per giovani e over 50

Il consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto legge per il rilancio dell’occupazione, a partire da quella giovanile. È il primo pacchetto di misura che parte dagli incentivi per le assunzioni a tempo indeterminato per gli under trenta e altre misura per gli over 50.

Sono previsti incentivi per l’assunzione in pianta stabile di giovani tra i 18 e i 29 anni. Confermato il tetto di 650 euro al mese per le aziende per 18 mesi per le nuove assunzioni e per 12 mesi per le trasformazioni dei contratti da determinato a tempo indeterminato. Gli sgravi per gli under 29 prevedono che i soggetti siano privi di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, siano privi di un diploma di scuola media superiore o professionale, vivano soli con una o più persone a carico.  Soltanto per il mezzogiorno, sarebbero impegnati 100 milioni per il 2013; 150 per il 2014 e per il 2015; 100 per il 2016. Per le altre regioni d’Italia, 48 milioni per il 2013, 98 per il 2014, 98 per il 2015 e 50 per il 2016.

Il dl prevede anche agevolazioni per i soggetti con più di cinquant’anni di età, disoccupati da oltre un anno. In via sperimentale, da quest’anno e fino al 2015, è istituito al ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, un fondo con dotazione di 2 milioni euro all’anno per consentire alle amministrazioni dello Stato di corrispondere indennità per la partecipazione ai tirocini formativi.

Buoni propositi sicuramente, questi del governo Letta, ma una domanda sorge spontanea! Che fine faranno tutti quei lavoratori tra i 30 e i 50 anni che in questi lunghi mesi di crisi hanno continuato a lavorare per le loro aziende, magari non percependo lo stipendio per diversi mesi? Le aziende si sentiranno in “dovere” di licenziarli per assumere gente giovane, disoccupata e ottenere così gli incentivi? Forse bisognerebbe pensare anche a misure per salvaguardare il posto di lavoro di chi, in questi ultimi anni, ha continuato a dare il meglio di sé, ha continuato a lavorare senza percepire mensilità e adesso vede il suo posto di lavoro a rischio.

Maria Chiara Ferraù

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