Ragusa: la Polizia in festa

Nell’ambito del 161esimo anniversario della fondazione della Polizia si è svolta a Ragusa alla Questura, una cerimonia celebrativa. Una festa che, quest’anno, ha avuto modalità differenti. È stata contraddistinta dalla sobrietà. Lo slogan “C’è più sicurezza insieme” è sintesi attraverso la quale si è voluta affermare e veicolare l’importanza della concreta applicazione della polizia di prossimità che mira a garantire la realizzazione di una sicurezza partecipata e condivisa, con il coinvolgimento delle componenti istituzionali e sociali, tutte impegnate per la sicurezza del territorio e della comunità.

La giornata ha avuto iniziato con la deposizione della corona alla stele ai caduti della Polizia alla presenza del prefetto di Ragusa, Annunziato Vardè e del questore, Giuseppe Gammino. La cerimonia è proseguita nel piazzale interno della Questura dove, con la partecipazione di dipendenti, dei familiari dei caduti e di una rappresentanza dell’Anps, sono stati letti i messaggi del presidente della Repubblica, del presidente del Consiglio, del ministro dell’interno e del vice capo vicario della Polizia.

Il Questore ha tenuto il suo discorso, rivolgendo in avvio un augurio sentito di veloce guarigione agli Assistenti della Polizia di Stato Antonino Terranova e Giammarco Di Raimondo ed ha terminato con un affettuoso saluto alle famiglie dei due colleghi.

Discorso che si è incentrato sulla necessità di migliorare i servizi per il cittadino, sulla esplicazione di una azione armonica e sinergica di tutte le Istituzioni e Componenti Sociali, fornendo ciascuno il proprio contributo collaborativo, nell’ambito delle rispettive competenze, perché non è solo con le azioni repressive e di contrasto che si fa sicurezza, ma agendo su diversi livelli e settori. Ciascuna componente sociale ed istituzionale deve fare la propria parte per il bene comune con il fine di migliorare concretamente la sicurezza, qualificandola come componente e valore intrinseco di ogni società quale elemento del suo patrimonio, senza che sia percepita come qualcosa di imposto e non solo indicizzarla statisticamente. Ha poi proseguito ringraziando tutto il personale per l’impegno e la dimostrazione di instancabile attaccamento ai valori di servizio.

Diversi gli attestati di riconoscimento per meriti consegnati al personale che si è particolarmente distinto in operazioni di polizia. Attestati sono stati consegnati all’assistente Michelangelo Donzello perché, libero dal servizio, ha arrestato un uomo per furto; al vice questore aggiunto, Francesco Marino, all’ispettore capo Giovanni Guastella e all’assistente capo Gianmarco Scrofani per una brillante indagine patrimoniale portata a termine; ai vice questori aggiunti, Francesco Marino e Rosario Amarù; agli ispettori capo Giuseppe Arbace e Salvatore Corallo; agli assistenti capo Angelo Fracanzino e Salvatore Occhipinti e agli assistenti Giorgio Cappuzzello e Giorgio Carrubba per aver arrestato un imprenditore trovato in possesso di 70 kg di droga; al vice questore aggiunto, Francesco Marino, all’ispettore capo, Giuseppe Miano, al sovrintendente Antonio Blandino e all’assistente capo Marisa Digeronimo per aver assicurato alla giustizia un uomo colpevole di violenza sessuale ai danni di 10 donne; all’ispettore capo Giuseppe Miano, al sovrintendente Antonino Blandino e agli assistenti capo Marcello Calabrese e Giuseppe Incatasciato per arresti di persone responsabili di violenza privata e danneggiamento; al sovrintendente Flavio Faro e all’assistente Adriano Scifo per aver assicurato alla giustizia l’autore di una rapina a mano armata ai danni di un istituto di credito; agli assistenti Giuseppe Zisa e Giuseppe Giaquinta per aver arrestato un tunisino responsabile di violenza sessuale; agli assistenti capo Francesco Baglieri e Giuseppe Taranto per aver recuperato un autocarro rubato e arrestato tre persone responsabili di furti in appartamenti.

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