Palermo: minacce di morte a Crocetta e Scilabra

“Fornirò io la benzina ai lavoratori della formazione per dare fuoco a te e all’assessore Scilabra. A Crocetta non basteranno cento uomini di scorta per salvarlo”. Sarebbero state queste le parole minatorie pronunciate da un sindacalista nei confronti del presidente della Regione, Rosario Crocetta; dell’assessore regionale alla Formazione, Nelli Scilabra e della dirigente regionale della formazione, Annarosa Corsello. La denuncia è stata fatta dallo stesso governatore dell’isola che poco fa si è recato alla Procura di Palermo per querelare il sindacalista che avrebbe telefonato alla dirigente Corsello.

Una telefonata minatoria che arriva il giorno successivo all’annuncio dell’avvio dell’iter di revoca dell’accreditamento per 43 enti di formazione dove sarebbero state riscontrate irregolarità e dopo l’annuncio di Crocetta: “Abbiamo cancellato 235 enti di formazione”.

La procura di Palermo ha aperto un’inchiesta per fare luce su quanto denunciato da Crocetta. “Non sono preoccupato per me – ha dichiarato il presidente della Regione siciliana – però queste minacce indicano che abbiamo toccato dei punti dolenti”.

Ieri Crocetta e Scilabra avevano reso noti i primi 43 enti che, dopo le ispezioni, erano risultati non in regola con i versamenti dei contributi e con il pagamento dei lavoratori. In alcuni casi è risultato che gli enti hanno incassato le somme destinate al pagamento degli stipendi, senza che i lavoratori vedessero un euro. Medea, Usmi, Ial Sicilia, Ecap Caltanissetta, Genesi di Messina, Trinacria di S. Agata di Militello ed Eureka sono solo alcuni degli enti per i quali è stata avviata la procedura che toglierà loro gli accreditamenti. E poi il Lumen, il Training Service, il Cufti. “In molto casi – spiega il presidente della Regione – si usa dare questi enti agli autisti dei deputati”. Per questo si sta portando avanti una, come la chiama Crocetta, “operazione di cleaning”.

Crocetta ieri ha dichiarato: “Noi andremo avanti per la nostra strada e non ci faremo fermare da nessuno”. Oggi il governatore ha rassicurato i lavoratori: “stiamo lottando per loro. L’avvio del procedimento di revoca nei confronti di diversi enti è fatto per difendere i lavoratori della formazione: malpagati, sfruttati, utilizzati spesso dagli enti per difendere i privilegi dei padroni degli enti stessi in una sorta di circolo parassitario e antidemocratico. Non tollereremo più l’esistenza di enti che non pagano i lavoratori, che si appropriano di risorse pubbliche per interessi di pochi, che non sono in grado di certificare, che fanno corsi inutili. Vogliamo una formazione che serva ai giovani per l’inserimento nel mondo del lavoro e vogliamo certezze per i lavoratori. Faccio appello ai lavoratori di non farsi strumentalizzare aderendo a scioperi che non servono a tutelarli, ma a difendere i loro aguzzini. Siamo con i lavoratori e soltanto con i lavoratori”.

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