Messina: legalità nel nome di Impastato

“Quando la cultura fa più paura della legge”. E’ questo il titolo della giornata di domani in memoria di tutte le vittime di mafia che si terrà a Messina a partire dalle 10.30 al Municipio nel salone delle bandiere. Un appuntamento organizzato dall’associazione Peppino Impastato in collaborazione con la Ras, Rete aggregativa studentesca e la partecipazione dell’associazione antiracket Acin, della testata giornalistica Liberamente e di Aula Aut del liceo Maurolico di Messina.

L’incontro è rivolto ai giovani. Emblematico il titolo della mattinata: “Quando la cultura fa più paura della Legge”. Ciò per indicare quanto sia determinante la formazione scolastica dei giovani, che, tra i banchi di scuola, dovrebbero approfondire i concetti storici del periodo contemporaneo, studiare l’educazione alla cittadinanza e costruire una coscienza critica che li porti a vivere in un cosmopolitismo mobile che li renda cittadini attivi del domani. La mafia, è un dato di fatto, ha sempre avuto timore della scuola, dell’istruzione e dei giovani: per questo motivo la cultura, in questa lotta, diventa determinante.

Non, dunque, la solita conferenza, ma una fucina in cui, dalle testimonianze dirette previste nel corso della mattinata, si possano creare i presupposti per una valida alternativa; un contesto nuovo in cui i giovani siano i protagonisti. Per tali motivi, oltre alla partecipazione del Prefetto sua eccellenza dott. Stefano Trotta, del Questore il dott. Carmelo Gugliotta, del commissario del comune di Messina Luigi Croce, del Presidente del Consiglio Giuseppe Previti e del Presidente dell’Ass. “Peppino Impastato” Sonny Foschino, è stato previsto il contributo del testimone di Giustizia Mario Caniglia, del direttivo nazionale antiracket, che racconterà ai giovani la sua esperienza personale di vittima del pizzo; una storia di coraggio che gli ha radicalmente cambiato la vita. Il primo testimone di giustizia che decise di restare nella sua Scordia, vivendo sotto scorta, coniando la celebre frase: “Io resto, sono loro che devono andarsene”.

L’incontro sarà introdotto da due portavoce della rete studentesca R. A. S., Francesco Greco e Andrea Calapso, che hanno fortemente creduto all’evento assieme ai propri compagni di viaggio.

Dal balcone del municipio sarà calato, per tutta la giornata, uno striscione con i nomi di tutti i santi laici che verranno ricordati durante la manifestazione.  

 

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