Egregio presidente…lo statuto Siciliano si studi nelle scuole

Studiare lo statuto siciliano nelle scuole. È questa la proposta avanzata da “il parlamento delle Due Sicilie – Parlamento del Sud®”, un’associazione culturale con sede a Napoli e delegazioni in tutte le regioni italiane che si batte da tempo per il riscatto dei popoli meridionali e per la diffusione della verità storica relativa alle vicende che hanno determinato la fine delle libertà in tutto il Sud Italia e in Sicilia. Una proposta messa nera su bianco e inviata al presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta.

“Egregio signor presidente – si legge – il Parlamento ha potuto con immensa gioia apprendere, nel corso della campagna elettorale antecedente alla Sua elezione, del Suo sincero attaccamento alla storia della Sicilia, nonché a quelle tradizioni ed a quelle prerogative politiche, legislative ed amministrative che fanno della Sicilia una terra oggettivamente diversa dalle altre regioni italiane. Ancor più soddisfazione e compiacimento abbiamo sentito in relazione alle Sue scelte operative in riferimento alle vicende del MUOS.

Nel permetterci di sostenere ed incoraggiare queste Sue iniziative, e nel presumere che tali Suoi atteggiamenti ed iniziative non potranno che trovare largo consenso fra i cittadini siciliani e di tutto il Sud,  siamo a proporLe due iniziative che speriamo troveranno il Suo appoggio e fattiva collaborazione.

Nelle scuole siciliane si studia, giustamente, la Costituzione Italiana. Non si comprende però per quale ragione, specie nell’ottica dell’attuale autonomia scolastica, in Sicilia non si debba, se non studiare, quanto meno conoscere lo Statuto Siciliano, le sue prerogative e le sue potenzialità. Facciamo quindi voti affinché la S.V. voglia prendere in considerazione l’invitare le scuole medie inferiori e superiori siciliane ad avvicinarsi alla conoscenza dello Statuto Siciliano; strumento che, come Lei sa certamente, può porsi come valido baluardo in difesa dei diritti e del futuro del popolo Siciliano.

Per gli stessi motivi sopra esposti, si propone inoltre l’invio a tutte le famiglie siciliane di una breve lettera con la quale le stesse vengano informate non solo della validità e dell’opportunità di una piena applicazione dello Statuto ma, sopratutto, dei vantaggi pratici che una sua piena attuazione garantirebbe. Per tale motivo il Parlamento propone anche l’invio di un volantino, da allegare alla lettera di cui sopra, nel quale vengano molto brevemente elencati i vantaggi pratici che deriverebbero alle famiglie siciliane da una piena applicazione dello Statuto. Tale volantino recita:

Lo sai che lo Statuto della Regione siciliana fa parte della Costituzione italiana e non è mai stato attuato dal 1946?

Lo sai che cosa comporterebbe la sua attuazione?

Moltissime cose. Solo per ricordare alcune tra le più importanti:

1. potremmo trattenere in Sicilia tutte le imposte che paghiamo, non pagare balzelli allo Stato come il canone Rai o l’IMU, con l’effetto di avere tasse più basse, Iva più bassa, e quindi un costo della vita più basso;

2. potremmo avere energia e derivati dal petrolio a un quarto di quanto li paghiamo oggi, essendo produttori e esportatori netti di energia;

3. la Sicilia potrebbe partecipare all’emissione di moneta come gli stati sovrani  e con i proventi di questa emissione attribuire un reddito di cittadinanza minima a tutti coloro che non sono in condizione di lavorare o che danno un contributo diverso alla società (disoccupati, studenti, casalinghe,…)

4. con una scuola, sanità, università, giustizia, polizia nostra, non dovremmo sottostare a tutti i tagli che oggi ci impongono l’Europa e l’Italia e vivere in condizioni degne di un paese civile;

5. con i fondi che ci toccano potremmo avere aeroporti, autostrade, ferrovie e porti da fare invidia al mondo intero.

E tanto altro ancora.

Conosci e fai conoscere lo Statuto della Regione siciliana. Conosci e fai conoscere i tuoi diritti e la Sicilia diventerà terra di Lavoro, Ricchezza e Servizi degni di un paese civile, una piccola Svizzera al centro del Mediterraneo. La nostra schiavitù è fondata sulla nostra ignoranza.

In attesa di un Suo cortese riscontro e nell’augurarLe il pieno successo delle Sue iniziative, gradisca i migliori ossequi”.

                                                              Il Presidente

Il  vice Presidente                                       Prof. Vincenzo Gulì

e responsabile della Delegazione di Palermo

Arch. Giovanni Maduli

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