Siracusa: il corpo scritto sul filo nella mostra di Ilaria Margutti

Il lavoro dell’artistaparte umanamente dalla pelle per tornare artisticamente alla pelle. Il tessuto è metaforicamente usato come un’epidermide da scoprire, ma non da oltraggiare. Il corpo si rammenda e si impreziosisce di perline, fili, nastri, come se solo attraverso i segni della vita ci sia tempo e spazio per la bellezza: la pelle e il corpo nella sua totalità, diventano così il setaccio della nostra esistenza. “Il corpo scritto sul filo”  è il titolo della mostra personale dell’artista modenese Ilaria Margutti che si terrà a Siracusa dal 16 al 24 febbraio negli spazi della Galleria Civica d’Arte Contemporanea Montevergini, in via S. Lucia alla Badia.

Promossa dall’associazione culturale Art Work e curata da Vincenza Tomaselli, l’esposizione si svilupperà in tutte le sale della Galleria Civica, attraverso installazioni, video, cortometraggi, sindoni, tele e libri tattili. Inoltre, per favorire una fruizione più intimistica delle opere presenti, l’ospite sarà accompagnato lungo tutto il percorso, collezione dopo l’altra, da un’audio guida musicale nella quale sono incise alcune tracce tratte dai diari di Ilaria Margutti.

Con i suoi lavori l’artista ci esorta a non temere le esperienze: “..è passando volontariamente attraverso il dolore confinato sotto lo strato umano del tessuto epidermico – afferma Ilaria Margutti – che si supera il limite del corpo. In questo modo ogni nostro gesto, ogni elemento del nostro esistere, riconoscerà la funzione stessa per la quale esiste”.

Hanno creduto in questo evento culturale l’assessorato alle Politiche Culturali del comune di Siracusa, l’assessore alle Politiche Culturali della provincia regionale di Siracusa, Chiara Catera ed il Presidente del Consiglio Provinciale Michele Mangiafico.

“La mostra di Ilaria Margutti – ha dichiarato il presidente del consiglio provinciale – è un omaggio alla pelle della nostra città. Una chiave di lettura per la consapevolezza dei cittadini di oggi, una provocazione per le scelte dei cittadini di domani. Anche una città ha un’anima, un genius loci che individua le sue abitudini, le sue caratteristiche socio-culturali, il suo linguaggio. Ma in questo caso – continua Michele Mangiafico – direi che ha anche un corpo non meno complesso di quello umano. La prima linea di difesa dalle aggressioni esterne è il suo piano regolatore, la sua pelle, il suo suolo. E chi più della millenaria storia della città di Siracusa può raccontare ferite inferte negli anni, i suoi segni ‘ fuori dalla pelle ’. Nel desiderio coltivato da Vincenza Tomaselli di donare alla sua città l’amore per ‘ l’ultima frontiera dell’essere a diretto contatto con il mondo ’, – conclude il presidente del consiglio provinciale di Siracusa – va colta anche una dimensione comunitaria, collettiva, che si aggiunge alla preziosità di qualsiasi fruizione individuale di questa iniziativa culturale. Per questa ragione il valore della mostra di Ilaria Margutti è duplice: da un lato determina un beneficio per una città turistica quotidianamente rivolta allo sguardo attento dei suoi visitatori, dall’altro nutre il dibattito civile del nostro territorio attraverso la meravigliosa metafora della pelle”.

Ilaria Margutti (Modena 1971, vive e lavora a Sansepolcro, dove svolge parallelamente l’attività artistica e quella di docente di disegno e storia dell’arte). Nel 1997 si diploma all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Comincia ad esporre i suoi lavori a partire dal 1996: Janinebeangallery Berlino, Wannabeegallery San Diego/Milano, MLBhomegallery Ferrara, Bontadosi ArtGallery Montefalco (PG).  Segue progetti per la diffusione dell’arte contemporanea presso il Museo Civico di Sansepolcro, di cui è consigliera nella Commissione; nel 2012 è curatrice, insieme all’artista Enrique Moya Gonzales, del progetto MICROPISCIN[..]RCHEOLOGICA ad Arezzo.

Dal 2007 inizia ad inserire la tecnica del ricamo nei suoi dipinti, che nel tempo diventa il linguaggio in cui sente meglio rappresentata la propria poetica. Nel 2008 le sue opere sono finaliste in tre premi internazionali: Arte Laguna, Arte Mondadori e premio Embroideres’ Guild di Birmingham.  Nel 2010 è in Costa d’Avorio per un progetto “De L’Esprit e de L’Eau” sostenuto dal Consolato Italiano in uno scambio tra artisti per il ripristino della cultura nei paesi travolti dalla guerra civile.

Tra le sue mostre più recenti: 2010 –il filo dell’imperfetto, Festival dell’Arte Contemporanea di Bitonto; Museo di Emilio Greco, Latina; Otto marzo a cura di Iginio Materazzi Via Oberdan, 61 ex chiesa della Madonna del Duomo; 2011 – Pelle|Muta (a cura di Viviana Siviero), Wannabee Gallery di Milano; 2012 – Biennale di FiberPhiladelphia, Philadelphia. Personale “Fuori dalla Pelle” Lavatoio Contumaciale-Roma, a cura di Manuela De Leonardis.

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