Tortorici (Me): il primo comune siciliano contro il gioco d’azzardo

Tortorici è il primo comune in Sicilia ad aderire al “Manifesto della legalità e contro il gioco d’azzardo” redatto da Terre di mezzo in collaborazione con Legautonomie. Il gioco d’azzardo è un settore molto redditizio e coinvolge 15 milioni di persone in Italia, di cui 3 milioni sono a rischio patologico e 800 mila sono già giocatori patologici. Sono dati allarmanti resi noti dal “manifesto. L’obiettivo è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica su un tema delicato come la diffusione del gioco d’azzardo e delle sale giochi sui territori comunali e chiedere delle leggi nazionali e regionali per il contenimento dell’offerta e dell’accesso al gioco d’azzardo.

Nel manifesto, firmato dal sindaco di Tortorici, Carmelo Rizzo Nervo, si chiede anche che “sia consentito il potere di ordinanza dei sindaci per definire l’orario di apertura delle sale gioco e stabilire le distanze dai luoghi sensibili e sia richiesto ai comuni e alle autonomie locali il preventivo per l’installazione dei giochi d’azzardo”.

“Il gioco d’azzardo, se diventa convulsivo – dichiara il primo cittadino oricense che è anche un medico – può trasformarsi in una vera e propria patologia riconosciuta dall’organizzazione mondiale della sanità. Questa patologia prende il nome di ludopatia e costa alle casse dello Stato e, quindi indirettamente a tutti i contribuenti italiani, circa 5-6 miliardi di euro all’anno”.

Non solo, oltre alla patologia c’è un forte rischio sociale ed economico perché, prosegue Rizzo Nervo “in un momento di grave crisi economica, paradossalmente, l’attrazione verso il gioco diventa ancora più forte perché tende a dare l’illusione di guadagni facili”.

“La mia amministrazione, così come le molte altre del resto d’Italia che hanno firmato il manifesto – conclude il primo cittadino oricense – chiede delle norme che ci aiutino ad arginare il fenomeno”.

Tortorici è attualmente l’unico comune siciliano ad aver aderito all’iniziativa e il sindaco Carmelo Rizzo Nervo invita tutti i suoi colleghi a firmare il manifesto per combattere quella che sta diventando un problema sociale.

Maria Chiara Ferraù

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