Caltanissetta: operazione “Inferis”, 28 arresti

Erano affiliate al clan mafioso degli Alfieri le 28 persone arrestate dagli agenti della squadra mobile di Caltanissetta nell’ambito dell’operazione denominata “Inferis” condotta all’alba di oggi.

I 28 provvedimenti di arresti sono stati emessi dal gip di Caltanissetta, Alessandra Giunta, che ha così accolto le richieste della Dda. I reati vanno da associazione mafiosa, estorsione, usura, aggravati dall’aver agevolato la consorteria mafiosa di appartenenza.

“L’operazione della Procura e della polizia di Caltanissetta – ha dichiarato il senatore del Pd, Giuseppe Lumia – continua il lungo percorso antimafia di repressione del fenomeno criminale e di affermazione della legalità, avviato a Gela e nella provincia nissena. Gli arresti di questa notte – aggiunge Lumia – colpiscono uno dei gruppi criminali più feroci, capace pure di pianificare l’omicidio del capo della squadra mobile Giovanni Giudice, a cui va la mia solidarietà e il mio sostegno. Cosa nostra sappia – conclude Lumia – che la magistratura e le forze dell’ordine non saranno mai sole e che il movimento antimafia rafforzerà il suo impegno nel territorio.

A capo del gruppo criminale che per anni avrebbe tenuto sotto scacco Gela, ci sarebbe Giuseppe Alferi, 50enne, attualmente detenuto a Catanzaro. Era lui a controllare estorsioni, usura e ricettazione, nonché a commettere furti e danneggiamenti. Per comunicare dal carcere Alferi nascondeva dei pizzini in pacchi di fazzolettini di carta che consegnava ai familiari nel corso dei colloqui in carcere. In particolare, secondo l’accusa, ad aiutarlo nella sua attività criminale erano due donne: la moglie e l’amante Maria Azzarelli, anche lei 46 anni. Quest’ultima è accusata anche di essere stata a capo di un giro di usura.

Dal 2005 il sodalizio mafioso commetteva una serie indiscriminata di delitti contro il patrimonio con cadenza quasi quotidiana facendo così assumere all’associazione le connotazioni di tipo mafioso. Il leader Giuseppe Alferi aveva coinvolto molti affiliati e contrastava militarmente le altre consorterie mafiose storicamente presenti a Gela: Cosa nostra e Stidda. Alferi dovrà rispondere anche dell’aggravante di essere stato il promotore, il costituente e il capo dell’associazione mafiosa armata denominabile “gruppo Alferi”.

A contraddistinguere questo gruppo criminale era la ferocia e i metodi violenti di azione. Negli anno hanno realizzato attentati, minacciato e fatto atti intimidatori nei confronti di diverse persone fra cui anche poliziotti e carabinieri che cercavano, compiendo il loro dovere, di mettere i bastoni fra le ruote alla loro attività criminale.

Le attività di intercettazione della polizia sono state corroborate anche dalle dichiarazioni del neo collaboratore di giustizia Emanuele Cascino, 32 anni, già sodale del clan Alferi e fedelissimo del capo di cui era anche il figlioccio. Cascino, durante le indagini tecniche, ha deciso di collaborare perché per dissidi interni la sua vita e quella dei familiari era in pericolo. Per tre volte aveva subito attentati. L’ultimo a Gela a giugno del 2010.

GLI ARRESTATI

Le manette sono scattate ai polsi di Giuseppe Alferi, 49 anni; Nunzio Alferi, 25 anni; Carmelo Sebastiano Alfieri, 65 anni; Vincenzo Alfieri, 37 anni; Sebastiano Massimo Alfieri, 39 anni; Gaetano Davide Alfieri, 36 anni; Maria Azzarelli, 45 anni; Vincenzo Azzarelli, 46 anni; Salvatore Azzarelli, 35 anni; Giuseppe Biundo, 33 anni; Vincenzo Burgio, 43 anni; Giuseppe Caci, 30 anni; Rosario Consiglio, 46 anni; Francesco D’Amico, 51 anni; Giovanni D’Amico, 31 anni; Francesco Giovane, 26 anni; Rosario Moscato, 22 anni; Luigi Nardo, 29 anni; Giuseppe Palmieri, 22 anni; Orazio Pirone, 26 anni; Angelo Pirone, 31 anni; Fabio Russello, 31 anni; Gianfranco Turco, 38 anni e Paolo Vitellaro, 22 anni. Sono state anche eseguite 4 misure cautelari degli arresti domiciliari nei confronti di Antonella Bignola, 38 anni; Salvatore Fidone, 45 anni; Domenico Rocca, 40 anni e Giuseppe Vinci, 39 anni.

Maria Chiara Ferraù

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