Caltanissetta: arrivano le strisce rosa per le mamme?

Dopo le strisce blu, bianche e gialle, per i parcheggi potrebbero arrivare le strisce rosa, per posteggi riservati a donne in dolce attesa e alle neo mamme. La proposta arriva dal consigliere comunale di Caltanissetta, Oscar Aiello.

Le strisce rosa, spiega Aiello, “sono aree di parcheggio e sosta riservate alle donne in gravidanza e alle mamme con i bimbi al seguito che abbiano fino ad un anno di età”.

I parcheggi rosa si stanno diffondendo in tutta Italia. Sono segnalati tramite le strisce rosa e cartellonistica appropriata e sono posti nei luoghi più frequentati dalle mamme: vicino a ville e parchi comunali, ospedali, farmacie, consultori, ambulatori medici, scuole materne e asili nido. In queste particolari aree di sosta è possibile parcheggiare gratuitamente esibendo il contrassegno apposito rilasciato dal comune.

“Lo scopo delle strisce rosa – dichiara Aiello – è   quello di rendere alle donne in dolce attesa meno faticosa la ricerca di un parcheggio e di facilitare la vita delle neo mamme alle prese con la difficile impresa di parcheggiare l’auto con il loro bimbo al seguito”.

Le strisce rosa non sono però ancora avallate dalla legge. Sebbene nascano da una esigenza di tutela riconosciuta ad un soggetto debole, ed in questo senso sono ispirate allo stesso principio sotteso alla sosta invalidi, esse non vengono contemplate nel Codice della strada. È per questo che configurano null’altro che l’indicazione di un mero parcheggio di cortesia.

“È indiscutibile che la donna attraversi un delicato momento della vita, sia quando è in gravidanza, sia quando accudisce un bimbo molto piccolo. Per questo motivo – aggiunge il Consigliere Aiello –  chi amministra deve essere particolarmente sensibile verso la maternità, trovando soluzioni pratiche e innovative che facilitino la vita delle nuove famiglie. A tal fine – conclude Oscar Aiello – tramite un’Interrogazione ho proposto la realizzazione a Caltanissetta dei parcheggi rosa perché credo che ciò rappresenti un’espressione di civiltà utile a migliorare la qualità della vita di un bambino e dei suoi genitori, e rendere più vivibile e fruibile la città a quei soggetti, donne e neonati, che risultano spesso meno tutelati e più esposti ai disagi negli spostamenti urbani”.

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