Tortorici (Me): incendia la casa e l’auto della madre, arrestato pregiudicato

Profondi contrasti con la madre sarebbero alla base del gesto compiuto da un ventiquattrenne di Tortorici, in provincia di Messina. Artiom Vladimirovic Boscia, per tutti Mirco, nato in Russia e residente nel centro nebroideo, ha dato fuoco ad alcuni vestiti della madre che si trovavano in un armadio nella camera da letto. Poi ha cosparso con del liquido infiammabile l’auto del convivente della donna che si trovava parcheggiata all’esterno della casa in cui i due convivono e ha appiccato il fuoco. Dopo il gesto il ragazzo è scappato.

Sul posto sono giunti i carabinieri della locale stazione, allertati da una telefonata che segnalava un incendio in un’abitazione in contrada Passorilli. Una volta raggiunto il luogo indicato, i militari dell’Arma hanno richiesto l’intervento dei vigili del fuoco e si sono prodigati a circoscrivere l’incendio per evitare più gravi conseguenze. Il fuoco, infatti, poteva raggiungere un serbatoio di Gpl.

Immediatamente sono iniziate le ricerche di Mirco Boscia che sono proseguite per tutta la notte. All’alba di oggi i Carabinieri hanno trovato il giovane nelle vicinanze dell’abitazione, nascosto nella vegetazione. Vistosi scoperto, il ragazzo, con precedenti di polizia, ha cercato di scappare ma i militari della stazione di Tortorici, dopo un breve inseguimento, lo hanno bloccato. Mirco Boscia ha tentato ulteriormente di opporsi all’arresto e nel corso di una colluttazione con un carabiniere gli ha provocato una lesione alla gamba destra che è stata giudicata guaribile in 30 giorni.

Sono così scattate le manette ai polsi di Artiom Vladimirovic Boscia. Dovrà rispondere di incendio, atti persecutori, violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Dopo le formalità di rito e su disposizione dell’Autorità giudiziaria, il ragazzo è stato condotto nel carcere di Gazzi a Messina. Non era la prima volta che il ragazzo appiccava l’incendio nell’abitazione dove vive con la madre. L’ultimo episodio risale ad aprile del 2009. Anche quella volta alla base del gesto c’erano stati scontri familiari.

Maria Chiara Ferraù

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