Chiaramonte Gulfi (Rg): convegno sulle tasse

“Pagare le tasse aiuta a far crescere le imprese”. È stato questo il titolo di un convegno di studi ospitato nella sala Sciascia a Chiaramonte Gulfi, centro in provincia di Ragusa. Dopo il saluto del sindaco, Vito Fornaro, che ha introdotto il tema, parlando delle notevoli difficoltà in cui si trovano a operare gli amministratori locali, costretti a mettere tasse, riducendo, di contro, i servizi, è toccato a Giovanni Leonardo Damigella, rappresentante legale della Mundial Granit (società che ha patrocinato l’iniziativa), mettere in chiaro quanto l’evasione fiscale noccia alle imprese, sia per gli aspetti collegati alla concorrenza sleale, sia per la mancanza di interventi pubblici nel campo infrastrutturale.

Il prefetto di Ragusa, Annunziato Vardè, ha poi espresso parole di apprezzamento per questa iniziativa, ha rilevato quanto sia necessario un cambio di mentalità, per un diverso approccio dei cittadini nei confronti del fisco.

Anche il direttore del Quotidiano di Sicilia, Alberto Tregua, si è auspicato un diverso rapporto su questo fronte fra istituzioni e cittadini, ritenendo indispensabile che lo Stato spalmi gli introiti tenendo conto dei bisogni dei contribuenti.

Per il direttore generale del credito siciliano, Saverio Continella e per il responsabile Corporate Sicilia Unicredit, Gregorio Squadrito, l’evasione fiscale come primo effetto collaterale provoca la crescita economica dello Stato, con contraccolpi micidiali per il mondo delle imprese. Sullo stesso solco anche il direttore generale della banca agricola popolare di Ragusa, Salvatore Inghilterra.

Il primo dei relatori a prendere la parola è stato Vito Branca, docente di diritto tributario che ha parlato del troppo carico fiscale in capo alle imprese. Una situazione, ha precisato, che sta provocando la chiusura di tante aziende. Per questo occorre cambiare rotta se non si vuole il dissolvimento del tessuto produttivo.

Secondo Agostino Fera, presidente della commissione tributaria provinciale, per rendere l’Italia più competitiva ed equa occorre potenziare l’agenzia delle entrate e il corpo della Guardia di finanza, affinché tutti paghino le tasse. Solo così si potranno garantire i cittadini e le imprese che assistono con un grande disagio all’attuale situazione. L’equità, ha poi aggiunto Fera, è il sale della democrazia.

Per il comandante regionale della guardia di finanza, generale Fabrizio Cuneo, le imprese sono le artefici del benessere di un’intera nazione. Vanno tutelate e incentivate, ma, nel contempo, occorre perseguire e mettere fuori dal sistema produttivo, quelle create per frodare il fisco, che realizzano un danno incalcolabile a tutto l’apparato produttivo.

Dura la posizione assunta da Maria Fascetto, giudice esecutore presso il tribunale di Catania. Per il magistrato in Italia c’è un popolo di lavoratori onesti che con le loro tasse non fanno altro che pagare il debito dello stato. Se c’è qualcuno che non paga le tasse, ha detto il giudice fascetto, non sono certo i lavoratori. Nel nostro sistema manca la volontà politica di scovare il vero evasore e mancano di conseguenza quelle norme che possono colpire preventivamente chi si appropria indebitamente di milioni di euro.

Se questo è il quadro d’insieme non certo confortante, si aggiunga, per usare le parole del generale dei carabinieri, Lucio Nobili, il grado di sconforto e di sfiducia dei tanti, costretti a pagare le tasse non potendo poi beneficiare nemmeno dei servizi essenziali.

Nel complesso è emerso, come sottolineato, dal relatore Miche Nania, responsabile della redazione ragusana de La Sicilia, che ora, più che mai, gli italiani hanno bisogno di concretezza, di un cambio di mentalità dei politici, che devono assolutamente dimostrare come gli introiti delle tasse servano per garantire i servizi e non vanno sciupati in iniziative voluttuarie.

Soddisfatto per la risposta data al convegno, sia da parte dei cittadini, sia da parte degli autorevoli relatori, il Sindaco, Vito Fornaro. “Questo scambio di esperienze e di proposte operative, ha permesso, queste le sue parole, di ben comprendere come non è più rinviabile una sana politica fiscale, in gradi di scovare gli evasori e alleggerire la pressione sui tantissimi onesti che mal sopportano questo stato di cose”.

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