Caltanissetta: furto aggravato in concorso, un arresto

Gli agenti della squadra mobile di Caltanissetta hanno arrestato Francesco Ferracane, 21enne di Gela, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari su richiesta della locale procura, per furto aggravato in concorso.

Il furto è stato il movente dell’omicidio Martines. Il 7 dicembre scorso personale della ditta Technos srl ha denunciato di aver subito il furto di una consistente quantità di materiale. Ignoti si erano introdotti all’interno di un cantiere dopo aver divelto la recinzione di protezione, nei pressi del cimitero Farello, dove la stessa impresa stava realizzando dei loculi. Lo stesso giorno lungo la via dell’Acropoli era stato ucciso Francesco Martines, mentre si trovava all’interno di un’automobile in compagnia di Angelo Meroni e di un minore. Negli attimi successivi, approfittando di una lite nata all’interno dell’abitacolo e dopo l’assassinio di Martines, Ferracane ha fatto perdere le tracce e nel corso della notte successiva si è presentato alla stazione di Carabinieri di Francofonte. Qui, al cospetto dei militari, si è autoaccusato del furto di materiale insieme a Meroni e al minore e ha riferito che proprio il furto e il conseguente tentativo di recuperare la refurtiva era stato il motivo della presenza di Martines nell’auto di Meroni. I gravi indizi di colpevolezza rilevati dall’Autorità giudiziaria procedente, hanno determinato il fermo di Ferracane da parte dei carabinieri di Francofonte e la custodia presso il carcere di Siracusa. L’Autorità giudiziaria siracusana ha disposto poi gli arresti domiciliari, ma la procura di Gela ha chiesto al Gip l’emissione di un’ordinanza di custodia in carcere perché a carico di Ferracane persistono le esigenze cautelari. Così l’uomo si trova nel carcere di Gela a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

Infine, martedì scorso agenti della squadra mobile di Caltanissetta e del commissariato di Gela, in contrada Mignechi, a ridosso della statale 51 che collega Gela a Scoglitti, infossata sotto un cumulo di pietro, hanno rinvenuto, su indicazioni di Meroni, la pistola utilizzata dallo stesso per commettere l’omicidio. Si tratta di una pistola giocattolo modificata che al momento del ritrovamento aveva ancora un colpo in canna ed era sporca di sangue.

 

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