Palermo: la rivoluzione “donna” parte dalla Sicilia

La Sicilia è una terra che sorprende. E oggi sorpassa tutte le altre regioni italiane. Sia il governo (con 7 donne su 12 a capo di un assessorato) che l’assemblea regionale presentano un numero consistente di rappresentanti donne. Non si sono raggiunti i numeri del 1947 quando all’assemblea regionale siciliana vennero elette 17 donne, due in meno di quelle che il prossimo 4 dicembre si insedieranno a palazzo dei Normanni, ma la rappresentanza femminile sugli scranni del palazzo reale di Palermo fanno ben sperare. Soprattutto considerando che durante le ultime tre legislature non c’era nemmeno una donna, è un bel passo avanti. E poi le donne con Crocetta sono arrivate ad occupare assessorati importanti come quello all’Economia che sarà guidato da Francesca Basilico D’Amelio. La speranza, forse anche quella del neo presidente della Regione siciliana, è che le donne riescano a ben amministrare il governo così come da millenni riescono a fare fra le mura domestiche.

I numeri del governo di Crocetta sono imparagonabili alle altre regioni italiane e al governo Monti che ha appena 3 donne ministre. La giunta regionale di Formigoni ha soltanto 2 donne, per non considerare quei comuni (grandi o piccoli che siano) che di donne nemmeno l’ombra. Solo il governo francese può vantare una condizione simile a quella siciliana con diciassette ministre. Ma in Italia è quasi una rivoluzione.

La rappresentanza femminile, infatti, è carente in tutte le istituzioni, non sole nelle Regioni e a Roma. Su ottantamila consiglieri comunali le donne sono 14.663, meno del 20 per cento. Su 8001 sindaci, 847 sono donne, appena il dieci per cento circa. Le onorevoli di Montecitorio rappresentano il 20% del totale, a Palazzo Madama le senatrici (60 su 320) sono il 18,7%.

Palazzo dei Normanni con quindici donne all’Ars sfiora la media di Montecitorio. Un merito che va soprattutto al Movimento cinque stelle che ha fatto eleggere cinque donne, un terzo del totale. Fra loro c’è anche la più giovane parlamentare regionale: Giannina Ciaccio, appena 22 anni.

Qualcosa sta cambiando, almeno pare. Staremo a vedere se la presenza di più donne al governo significhi anche un cambiamento in positivo per l’economia e la società siciliana. Un cambiamento che si spera possa contagiare anche altre regioni italiane e il governo nazionale. Chissà che un numero più alto di donne non venga eletto anche alle prossime nazionali.

 

Maria Chiara Ferraù

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