Gela (Cl): estorsione, un arresto

Ha perso il lavoro e trovandosi in forti difficoltà economiche ha chiesto aiuto ad un ex collega di lavoro per trovare 4 mila euro per poter onorare alcuni debiti contratti. Ben presto però il prestito si è trasformato in un incubo. L’ex collega ha proposto all’uomo di contattare Roberto Di Mattia, 44enne di Caltagirone residente a Catania, per cercare di giungere a una soluzione. Nonostante la vittima avesse capito che l’uomo in questione poteva essere legato ad ambienti dediti all’attività usuraia, ha accettato l’offerta vista la difficoltà economica in cui si trovava e ha accettato il prestito con un tasso di interesse al 15% mensile, sicuro di poter restituire il capitale in pochi mesi.

Ad aprile del 2012, però, dopo aver versato in meno di due anni circa 12.000 euro di interessi e non potendo più pagare, aveva informato telefonicamente Di Mattia. Da quel momento sono giunte insistenti i solleciti per estinguere il debito. Le diffide iniziali si sono tramutate presto in vere e proprie minacce. Addirittura alcuni giorni fa gli aguzzini hanno raggiunto la vittima nella sua abitazione e lo hanno minacciando dicendo che gli avrebbero sottratto tutti i beni presenti nella casa se non avesse consegnato loro il denaro dovuto.

L’uomo non ce l’ha fatta più e ha deciso di denunciare l’accaduto alla polizia del commissariato di Gela (Caltanissetta) che ha arrestato in flagranza di reato Roberto Di Mattia che dovrà ora rispondere dei reati di estorsione e lesioni personaliGli agenti hanno atteso che Di Mattia raggiungesse la vittima nella sua abitazione per ottenere il pagamento del capitale dovuto e lo hanno bloccato con 1.000 euro in contanti appena prima ricevuti dalla vittima.

Sono ancora in corso ulteriori indagini per arrivare ad individuare altri complici di Di Mattia.

L’operazione di polizia è stata condotta in stretto raccordo della locale procura della Repubblica che ha coordinato le indagini. Dopo le formalità di rito Di Mattia è stato associato al carcere di Gela dove resterà a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

Maria Chiara Ferraù

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